le intuizioni ovvie di claudio messora

venerdì 8 agosto 2008

YouTube vs Mediaset, e il senso della rete

La rete è il più grande balzo in avanti che l'umanità ha potuto sperimentare dopo l'invenzione della ruota. La possibilità di condividere, di pensare come una sola mente, darà una sferzata al volano dell'evoluzione. In rete l'ego deve lasciare posto al nos. La libertà deve essere il principio guida. L'arte della moderazione non può essere una riedizione del vecchio principio della censura. Per agevolare il flusso delle informazioni deve venire in supporto la tecnologia, e non la discriminazione ad opera degli interessi di uno. La conoscenza si alimenta con l'incontro delle differenze. L'esclusione elimina per sempre un'alternativa. E ogni alternativa, a priori, potrebbe essere quella giusta.


Personalmente, non cancello mai i commenti, a meno che non siano volgari, oppure offensivi senza che tali offese siano argomentate. Anzi, spesso mi curo più delle critiche che delle lodi, perchè le lodi sono semplici attestati, riconoscimenti. Le critiche sono il futuro, e possono indicarmi la strada. Nel caso di Matteo Flora, mi indicano quella sbagliata.

Matteo, che si è trovato sotto i riflettori dopo che il mio intervento è stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo, ha avuto un'occasione più unica che rara, quella di mettersi davanti allo specchio e confrontarsi con le sue idee.
La rete serba memoria. Ed è una memoria indelebile. Non è importante dire tutte cose giuste o qualche cosa sbagliata, purchè ci si mantenga trasparenti, purchè si dia spazio al confronto.

Matteo ha cancellato oltre 750 commenti solo nella giornata di ieri, e ha modificato il suo blog in modo che chiunque arrivasse dal blog di Grillo, o dal mio, venisse inoltrato automaticamente a siti diversi di dubbia attendibilità, oppure gli fosse impedito a priori di commentare. Questo modello di rete non fa per me. Per questo motivo non parlerò più dell'ultimo cavaliere, nella speranza che sia davvero l'ultimo, perchè di altri così non abbiamo bisogno - tra l'altro ha minacciato di farmi chiudere sia il blog che l'account YouTube se non avessi cancellato i commenti poco lusinghieri nei suoi confronti. Cosa che ho fatto e che continuo a fare per il rispetto che si deve alle persone, e non per la minaccia che sortirebbe esattamente l'effetto opposto a quello da lui sperato.

Mediaset si dibatte come un pesce nella rete, - mai metafora fu più azzeccata. I ricavi pubblicitari sono in forte declino, e con questa mossa cerca di inserirsi in un mercato, quello dei contenuti autoprodotti, che entro cinque anni la fagociterà completamente. Lo scopo evidente è quello di raggiungere un accordo e riuscire così a penetrare un mercato di cui non ha che scarsissima conoscenza.

Detto per inciso, dal punto di vista legale Mediaset può vantare a pieno titolo i diritti su intere puntate di "Amici" e del "Grande Fratello" caricate sul tubo. Anzi, se qualcuno toglie quella roba dalla rete fa un favore a tutti. Resta invece in difetto per quanto riguarda lo sfruttamento di filmati made in YouTube.

E' vero infatti che io garantisco lo sfruttamento, non esclusivo, del mio video a YouTube e ai suoi partner o affiliati. Tuttavia, é altrettanto vero che, perché chiunque possa avere il diritto di scaricare un video dal tubo e mostrarlo a suo piacimento, deve avere un accordo preventivo con il tubo stesso. Deve essere un partner o un affiliato. Se Mediaset, o RCS nell'esempio del video scorso, potessero vantare questo accordo, non ci sarebbe nulla da eccepire, e invito chiunque possa dimostrarlo a fornirne le prove. Sarò lieto di avere torto, perchè non è l'ego che conta nella rete, ma la verità.

In mancanza di simile autorizzazione da parte di YouTube, Mediaset e chiunque scarichi un video dal tubo lo fanno senza averne i diritti, e devono quindi chiederli all'autore stesso, con il quale devono raggiungere un accordo di qualche tipo. Funziona così anche in America, non si vede perchè il paese della pizza e del mandolino debba fare diversamente.

Per di più, il tubo vieta contrattualmente qualsiasi utilizzo dei video a fini commerciali. Se i TG possono appellarsi al diritto di informazione, e quindi si potrebbe discutere se possano o meno eludere le clausole contrattuali (è evidente infatti come all'interno del TG5, così come prima e dopo lo stesso, vi siano cospicui spazi pubblicitari), lo stesso non può dirsi per Paperissima.

Paperissima è un evidente contenitore finalizzato allo sfruttamento degli introiti pubblicitari. Di recente ha guadagnato spesso proprio grazie ai contenuti autoprodotti presi da YouTube. Nessuna autorizzazione è concessa per tale sfruttamento dalle clasuole contrattuali che io firmo con il tubo.

E' al vaglio un imponente studio legale sulla questione, che presenterò insieme a un'autorevolissima voce della rete non appena sarà pronto.
Fino ad allora, su questo tema non aggiungerò altro.

Video allegato

Guarda il video 'Un Ruggito Per Youtube'

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