le intuizioni ovvie di claudio messora
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lunedì 13 ottobre 2008

Firma la petizione: no al nucleare, sì al sole. Per il bene comune.

  Ci sono grosse novità. Da giovedì sera potrei essere a Pescara, per una quarantina di giorni. Il progetto? Ve lo svelerò a tempo debito!
  Vi ricordo che è finalmente attiva anche la donazione con Carta PostePay.

Guarda l'intervista a Michele Boato
e firma la petizione per dire no al nucleare

Ci sono scelte semplici. Si prendono tra una soluzione molto conveniente e una del tutto sconveniente. In realtà sono non scelte. Scegliere implica decidere. Decidere, anche etimologicamente, significa operare una recisione. E recidere, ovvero tagliare i legami, costa dolore. Una scelta facile è un’ovvietà, non costa nessuna fatica. Quindi è un senso unico, una direzione obbligata. L’altra soluzione in realtà non è tale, un po’ come gli altri candidati alle ultime primarie bluff del PD meno L. Non erano primarie: erano secondarie. L’unico candidato era Veltroni. L’unico a presentarsi ovunque, dalla televisione ai giornali. Un anticipo del Veltrusconismo moderno, la consacrazione della casta in un unico e definitivo movimento: Per il Male Comune. Il Male Nostruum, nel senso che è il nostro male.

Poi ci sono scelte complesse, o meglio: Scelte. Quelle vere. Si prendono tra due soluzioni che devono essere vagliate attentamente. Costano dolore. Il dolore è dovuto proprio al fatto che si deve abbandonare una strada a favore della seconda, anche se la prima aveva dei vantaggi, ai quali bisogna saper rinunciare. Se facciamo passare una scelta vera, che è cosa complessa, per una non scelta, cioè per una scontata ovvietà di cui non vale la pena parlare, allora abbiamo un problema.

Sarà un caso che il Piano di Rinascita Democratica prevedesse esplicitamente il ritorno al nucleare, insieme all’utilizzo dell’esercito e all’attacco frontale alla magistratura? Sarà un caso che gli esponenti della loggia massonica deviata Propaganda Due oggi siano al governo e stiano riproponendo il piano del grande maestro Licio Gelli? Forse…

Quello che è certo, è che stiamo facendo passare la scelta tra il ritorno al nucleare e gli investimenti in energie rinnovabili come un’ovvietà, una non scelta. Ergo abbiamo un problema.

Per tentare di risolvere questo problema, il movimento civico Per il Bene Comune lancia un sasso nello stagno, agita disperatamente le braccia dal deserto cui è ridotta l’informazione, cercando di richiamare l’attenzione dei soccorsi. I soccorsi siamo noi, l’opinione pubblica. Dobbiamo dare vita ad una nuova Notte Dei Cristalli, solo che  non sono i cristalli delle vetrine dei negozi a dover essere distrutti, ma i cristalli dei televisori, gli schermi delle tv al plasma, gli LCD che diffondono verità programmate trent’anni fa. Ci vuole un rogo come quelli accesi nelle notti di maggio del 1933, ma al posto dei libri dobbiamo bruciare i telecomandi. Dobbiamo cominciare subito. Se andate a fare visita a un amico, togliete di nascosto le pile ai suoi telecomandi. Tagliategli il cavo di alimentazione del televisore, senza farvi vedere. Darà la colpa a un topo. Non un topo di biblioteca, no... Un topo di internet! I topi hanno incisivi fortissimi. Devono quindi incidere. Fate lo stesso con mamma, papà, zii, nipoti. Dove passate voi, non un solo tubo catodico deve restare acceso. Per Natale, regalate chiavette USB con il collegamento a internet. Sotto l’albero, fate trovare un modem. Se siete poveri, regalate un file zeppo di bookmarks di siti interessanti. Liberiamo l’informazione oppressa dalle catene dei media. Che corra libera e selvaggia nelle praterie di bit.

Cominciate subito: firmate e fate firmare la petizione per dire no al nucleare. Non possiamo più stare a guardare. I nostri bambini non se lo meritano.



video allegati

Il no al nucleareFotovoltaico per tuttiSOS fotovoltaico

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martedì 1 luglio 2008

Il discepolo n°1816

Il Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli non è mai stato abbandonato. Una malattia non può considerarsi debellata fino a quando l'ultimo agente patogeno non sia stato stroncato. Da un solo ceppo resistente, l'infezione può sempre tornare a proliferare.
La malattia delle istituzioni si chiama P2. L'agente patogeno resistente al trattamento è la tessera n°1816 dell'albo: Silvio Berlusconi (questa è la ricevuta).

Guarda il video su YouTube


Ci sono delle analogie strabilianti tra il manifesto della P2 e la storia italiana degli ultimi trent'anni di cui Berlusconi è stato protagonista. Vediamo quali.

Il piano di golpe dolce, ideato negli anni 70 dalla loggia massonica Propaganda 2, sotto la guida visionaria di Licio Gelli, prevedeva nel suo manifesto, il Piano di Rinascita Democratica, una scaletta di penetrazione nelle posizioni chiave del sistema, e l'assalto progressivo agli strumenti di esercizio della demagogia.

La prima fase consisteva nell'affiliamento di esponenti politici trasversali rispetto alle ideologie partitiche. Nel caso questo non fosse stato possibile, era necessaria "l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale)."

Dopo trent'anni, Berlusconi centra finalmente questo obiettivo. Si chiama Veltrusconismo.

Altro punto chiave del programma è "la costituzione della tv via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese"

"Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media" (Licio Gelli)

Così, Silvio Berlusconi rileva da Giacomo Properzj Telemilanocavo, la ribattezza Telemilano, poi Telemilano58 ed infine Canale5.

Non basta. Il piano si estende al controllo dell'informazione stampata. E' necessario individuare un gruppo di giornalisti scelti ai quali, una volta acquisiti, "dovra’ essere affidato il compito di "simpatizzare" per gli esponenti politici come sopra prescelti. [...] In un secondo tempo occorrera’:
  • a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
  • b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia centralizzata;
  • c) coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
  • d) dissolvere la RAI-TV in nome della liberta’ di antenna ex art. 21 Costit.

Così, nonostante la scoperta nel 1982 del piano eversivo e il suo apparente scioglimento, Silvio Berlusconi ne prosegue la puntigliosa attuazione. Nel corso degli anni '80 non solo rafforza il potere delle sue televisioni, ma ingaggia un epico scontro con Carlo De Benedetti, denominato la Guerra di Segrate, per il controllo della Mondadori. Controllo che acquisirà in maniera totale grazie alla corruzione del giudice Metta ad opera del suo avvocate Cesare Previti, condannato ad 11 anni e ciononostante in seguito ministro del primo governo Berlusconi. Fuori grazie all'indulto. Del resto è ragionevole: l'onore impone di non abbandonare i propri soldati catturati in mano al nemico.
Panorama, Epoca e tutto il resto della Mondadori sono ormai di proprietà Fininvest, insieme ovviamente a tutta Mediaset. Un gruppo di direttori e redattori però si ribella a tal punto che nella vicenda è costretto a intervenire Andreotti, il cui arbitrato fa tornare almeno Repubblica e l'Espresso a De Benedetti. Un piccolo neo che non inficia il successo della marcia trionfale.

I giornalisti scomodi devono essere fatti oggetto di censura, come capitò a Montanelli, costretto ad andarsene dopo che Berlusconi piombò nella readazione de Il Giornale quando fu il momento di portare a compimento la strategia mediatica del programma P2: scendere in politica garantendosi l'appoggio indiscriminato dei media acquisiti. Lo stesso Biagi, molto prima del famoso Editto Bulgaro, sarebbe dovuto partire come corrispondente per l’Argentina, governata da una giunta militare golpista.

Così Silvio Berlusconi compie il suo destino, e da Presidente del Consiglio è finalmente nella posizione per proporre gli altri punti del Piano di Rinascita Democratica.

Eccone alcuni stralci originali.
"Ordinamento giudiziario: le modifiche piu’ urgenti investono la responsabilita’ civile (per colpa) dei magistrati, e la normativa per l’accesso in carriera (esami psicoattitudinali preliminari);". Il premier si spingerà in questo caso oltre, arrivando a proporli su base ricorrente.

E ancora.
"Ordinamento Giudiziario I - unita’del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione - articoli 107 e 112 ove il P.M. e’ distinto dai giudici); separare le carriere requirente e giudicante."

Tutte proposte di cui Berlusconi si è fatto grande portavoce nel corso della sua carriera politica.
Perfino il rilancio del nucleare è espressamente previsto nelle direttive di Propaganda 2.

Per non parlare della proposta di utilizzare l'esercito nelle strade. Ecco cosa recitano i papiri del testo sacro in merito:
"Cosi’ e’ evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda."

Per sgomberare ogni dubbio residuo sul fatto che la P2 stia realizzando tutte le sue profezie, per mano di un semplice discepolo, tesserato n°1816, ecco cosa dice Licio Gelli in un'intervista rilasciata a la Repubblica il 28 settembre 2003, durante il Governo Berlusconi II.

«Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa in 53 punti».

Silvio Berlusconi ha dedicato la sua vita alla realizzazione del piano del suo maestro Licio Gelli.
Almeno in questo, bisogna ammetterlo: è stato ammirevole.


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