le intuizioni ovvie di claudio messora
Visualizzazione post con etichetta George Bush. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta George Bush. Mostra tutti i post

lunedì 7 luglio 2008

Gli USA al G8: Berlusconi Politico dilettante in un Paese corrotto.

  C'è un Italia. Un'Italia démodé, retrò. Un'Italia sempliciotta, per la quale Repubblica significa Cosa Pubblica e non Cosa da Magnaccia [n.d.r. Publica in latino significa prostituta]. Un'Italia meritocratica, che non baratta donnine con senatori. Un'Italia che non corrompe i giudici e non si iscrive a logge massoniche per sovvertire l'ordine costituito.

Leggi tutto il post


  Questa Italia, l'Italia dei perdenti, risibili, che non sanno adattarsi, ostinati, che parlano di onestà, come se l'onestà poi esistesse davvero - poveri ingenui.. Quest'Italia domani si ritrova. Sotto il sole, nel luogo dove la democrazia si fa artigianale e assume il suo sapore più autentico, genuino: la piazza. A Roma, ma non solo. Ecco un elenco parziale.
  • Atene. Piazza della Costituzione. Ore 18.
  • Bari. Piazza Prefettura. Ore 18.
  • Brescia. Tribunale. Ore 18.
  • Genova. Largo Lanfranco. Ore 18.
  • Milano. Piazza dei Mercanti. Ore 18.
  • Nova Milanese. Piazza Marconi. Ore 18.
  • Pordenone. Tribunale. Ore 11.
  • Roma. Piazza Navona. Ore 18.
  • Siena. Piazza Salimbeni. Ore 17.
  • Torino. Piazza Castello. Ore 17.

Un'Italia di minoranza? Certo. Un'Italia fantasiosa e paranoica? Non sembrerebbe!

La conferma, se davvero ce ne fosse stato bisogno, si abbatte come un macigno sulla credibilità del nostro paese. Una pugnalata che il perseguitato di Arcore certo non si aspettava. Gli Stati Uniti d'America, gli alleati di sempre, cui l'Italia di Berlusconi si è sempre mostrata prona, servile, millantando grande influenza e considerazione quale corrispettivo per questa sottomissione culturale e territoriale, hanno rilasciato ai giornalisti del G8 un press kit con la seguente biografia del nostro premier.

"Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio. Principalmente un uomo d'affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006."

No, l'Italia che scende in piazza domani sarà anche limitata, sicuramente fuori moda; talvolta incapace, non decisionista; ostinatamente compressa entro gli stretti confini imposti da valori cui non vuole o non sa rinunciare; sarà sicuramente un'Italia diversa, sì... Ma non si può dire che sia visionaria. Diversa perchè non manipolabile. Diversa perchè resistente al controllo mentale, insensibile alla demagogia. Diversa anche e solo perchè non vuole essere uguale. Ma non visionaria.

E non è la Svezia, con i suoi spot televisivi a dircelo; non è la classifica dei paesi ordinati secondo la libertà di stampa a insinuarlo; questa volta non è il New York Times e non è il britannico The Economist a definire Berlusconi una nuova minaccia per l'Italia, no.

Questa volta è il paese che Silvio Berlusconi ha sempre portato come esempio massimo di democrazia liberale. Gli Stati Uniti d'America.

L'America presenta il conto sulla democrazia all'amatriciana di un paese buono solo per la pizza e per gli spaghetti. Lo fa nel summit più importante a livello globale, alla presenza dei leader dei paesi più industrializzati del mondo cosiddetto civilizzato. E a poco valgono le scuse di rito che George Bush, a titolo di contentino - il grattino che si fa al cane dopo averlo spedito nella sua cuccia -, porge ad un popolo, quello italiano, che - si legge ancora - è rappresentato da uno che "guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso, si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi.".

Ernesto Galli Della LoggiaL'Italia che domani scende in piazza queste cose le sa già. Finge invece di ignorarle un signore, tale Ernesto Galli Della Loggia, editorialista del Corriere della Sera. Di oggi un suo articolo in prima pagina, dove in tutti i modi sminuisce la partecipazione alla manifestazione di domani. La definisce un'adunata non certo oceanica, rappresentata da un partito forte di appena il 3%, la chiama iniziativa girotondina, in questo modo delegittimandola, circoscrivendola ad un pugno di irriducibili nostalgici e irrecuperabili, vittime di tre grandi miti:


  • Il mito delle due italie, delle quali la sinistra si sente sempre chiamata a impersonare l'Italia dei Buoni;
  • Il mito dell'unità, che porta indirettamente a quello del tradimento di chi non condivide gli stessi ideali;
  • Il mito del moralismo, nel quale la sinistra declinerebbe l'antipolitica, antipolitica che invece dalla destra viene sublimata in un atteggiamento di disinteresse nelle faccende pubbliche;


Povero Ernesto Galli Della Loggia. Anziano di quella senilità cerebrale che passa sotto al nome di vecchiaia. Non si è ancora reso conto che la sinistra e la destra sono concetti che stanno evaporando. Non comprende che è difficile, per qualsiasi cittadino, non sentirsi dalla parte dei buoni, se i cattivi lo sono ormai così smaccatamente; non capisce che l'unica forma di politica è la partecipazione, dunque la vera antipolitica la fa quell'elettorato che, anzichè riempire le piazze, si disinteressa e bada solo al proprio orticello, tradendo non solo i suoi amici ma tutto il paese; ignora che, così come medico pietoso fa ferita cancrenosa, troppi compromessi rendono la democrazia marcescente, e di compromessi l'Italia ne ha accettati fin troppi: dal conflitto di interessi, passando per le leggi ad personam, fino al monopolio dell'informazione. Sì: c'è un Italia che non è abituata a barattare il bene comune con quello personale. Domani sarà in piazza.

E chissà, il signor Della Loggia, lui che è membro proprio del comitato scientifico della Fondazione Italia - Usa, che ha come scopo l'approfondimento della cultura americana, cosa ne pensa della valutazione che gli Stati Uniti d'America hanno dato oggi circa lo stato della nostra democrazia.

Che siano tutti girotondini anche oltreoceano?

Leggi il resto...

domenica 22 giugno 2008

Un solo, grande abbraccio.

In principio, Satana non esisteva. Non ve ne è traccia nell'antico testamento. Ma nessun re governa senza un nemico da combattere, poichè nessun governo è necessario dove regnano armonia e rispetto. Così, per rendere l'ubbidienza un'esigenza interiore, fu istituito lo stato d'emergenza. La Chiesa inventò il diavolo, poi chiese di scegliere: le fiamme dell'inferno o la pace eterna? Una non scelta. Ciò che era unito fu così diviso, spezzandolo in due principi opposti, tra i quali si formò un flusso naturale verso il principio più rassicurante.
Il controllo delle masse avviene mediante la paura. La paura induce prima il sospetto e poi l'odio. Chi ha paura non mette in discussione niente. Non pone ma e non pone se. Chiede solo protezione.

La paura

E protezione chiesero gli americani dopo l'11 settembre. Fu messo loro addosso un terrore tale che il potere ebbe la strada aperta verso qualsiasi atto di guerra fosse da ritenersi inevitabile. A qualsiasi fine. L'11 settembre il mondo reinventò il diavolo. Un omino con la barbetta addestrato dalla CIA. Con il diavolo vengono gratis i demoni. L'occidente li chiama musulmani, spietati terroristi. Il medioriente li chiama infedeli invasori.. noi. E mentre miliardi di individui perdono tempo a odiarsi, i governi vengono eletti per rassicurarli. E fanno affari. Il loro potere aumenta a dismisura. Speculazioni inaudite passano sotto silenzio. La nuova divinità, il petrolio, comanda continui sacrifici umani. I nuovi Aztechi ordinano esecuzioni in massa per soddisfarli. Il popolo viene tenuto in stato di coma neurovegetativo. Gli si da il minimo indispensabile per mantenerlo in vita. Il resto serve per l'ape regina.

L'ape regina crea dal nulla il valore delle cose. Prende carta straccia, ci scrive sopra 50, 100, 500 e la presta ai governi perchè possano indebitare i loro popoli. Sempre più poveri. Sempre più spaventati. Poi l'ape regina comanda i governanti affinchè raccolgano le messi.
I governanti sono i dipendenti dei poteri forti. Sono gli esecutori incaricati di mettere in atto le strategie dei gruppi bancari e dei petrolieri. Governano seminando il panico, dividendo il popolo. Inventando un nemico.
Così, Berlusconi lancia sul mercato il diavolo 2.0, e lo chiama comunista. La folla spaventata ne ha paura, e lo vota per evitare il pericolo. Viceversa, a sinistra eleggono un diavolo ancor più terrificante, con tanto di zoccoli caprini, corna e capelli finti. Lo chiamano Berlusconi. Un'altra folla, ancor più spaventata, reagisce con fiotti di saliva. Pavlov l'aveva capito.

Le api operaie litigano furiosamente, chi dandosi del comunista, chi del fascista. La guerra civile viene dosata con sapienza, pacatamente, spegnendola quando rischia di divampare, alimentandola quando sembra languire. Quando le api operaie iniziano a farsi troppe domande e serve un diversivo, viene creato l'altro, un sottodemone da odiare per convogliare la frustrazione su un falso obiettivo.

Ma la verità... La verità è che non c'è nessuna destra e nessuna sinistra. Non esistono i fascisti, e neppure i comunisti. E non c'è nessuno scontro di civiltà in atto.
Tutto invece ci accomuna: abbiamo la stessa sete di giustizia, lo stesso desiderio di avere un minimo di benessere, lo stesso grande amore per la vita e per il bello. Ciò che ci divide non è niente che non si possa chiarire davanti ad una buona bottiglia di vino...

C'è un solo modo per sconfiggere l'oligarchia che governa nell'ombra: bisogna cessare immediatamente ogni ostilità reciproca, gettare le armi e riconoscersi in un solo, grande abbraccio.

Così inizieremo noi a mettere paura. A loro.


Leggi il resto...

martedì 4 settembre 2007

Fermiamo lo scontro di civiltà



La paura è lo strumento con il quale i tiranni governano le masse incoscienti.
La paura del diverso, dell'invasore, del mostro.
Fu così, ad esempio, che la chiesa si inventò Satana di sana pianta. Non esisteva negli antichi testi. Diede qualcosa da odiare alla gente, con un nome ed un volto. Attraverso la paura si ottenne in cambio il potere.
Lo fanno anche le mamme: se non fai il bravo arriva l'uomo nero e ti porta via.
Ancora oggi i mostri si costruiscono ad hoc, per assicurarsi il governo. Il motivo è semplice: chi ha paura è troppo occupato a proteggersi per mettere il naso fuori. Chi ha paura non cambia, perchè in presenza di una minaccia gli animali si stringono in cerchio.

E i veri lupi sono liberi di girare indisturbati, con tutte le risorse a loro disposizione.

Lo sanno bene gli uomini che tirano le fila. Così, in un occidente ormai troppo relativista per credere al diavolo nella sua forma più ingenua, inventarsi lo scontro di civiltà è la soluzione giusta per giustificare e scatenare le nuove crociate.
Le guerre, i conflitti vanno cronicizzati, dove non ci sono vanno inventate.
Gente come Bin Laden viene costruita, addestrata, finanziata, identificata poi con il male e data in pasto come moderna immaginetta del demonio affinchè venga appesa in ogni casa. La gente deve avere ben presente che se vuole sopravvivere la priorità è combattere. L'attenzione deve essere rivolta all'esterno, affinchè il male che è dentro di noi possa continuare ad agire indisturbato. E affinchè i veri problemi che affliggono i paesi restino nell'ombra.

Ma la gente cosa vuole davvero? La volontà popolare coincide con quella che viene contrabbandata dai media o è qualcosa di diverso? Cosa pensano i cittadini di ogni parte del mondo nel loro intimo?
Se si attraversano quelle linee inesistenti chiamate confini, è possibile che le leggi dell'anima mutino sapore così repentinamente? Possibile che i sentimenti siano così diversi?

La stragrande maggioranza delle persone in ogni angolo del mondo, di ogni colore e sotto ogni bandiera, ovvero la stragrande maggioranza di noi tutti, vuole solo due cose: pace e democrazia.
I sondaggi lo dimostrano inequivocabilmente.

Ma la notizia non deve trapelare.
L'importante è alimentare le diversità, perchè solo così è possibile fare leva sulla paura.

E allora non ci resta che scavalcare i filtri dell'informazione, attraversare i muri istituzionali, vanificare gli strumenti di controllo ideologici che il nostro sistema fintamente libero utilizza per costruire sogni fittizzi e inesistenti timori.

Costruiamoci da soli il mondo che vorremmo.

Oggi possiamo. Grazie ad internet. Grazie alla libertà che passa dalle nostre mani che corrono sulla tastiera, dalle nostre videocamere come occhi sempre puntati sul mondo vero, sulla realtà e non su una rappresentazione artefatta di essa.

Firmiamo una petizione trasversale, interculturale, multirazziale.
Diciamo basta a questa pretesa diversità, a queste divisioni artificiali.

Cambiamo le cose dal basso.

Aiuta a far emergere un nuovo ordine di democrazia globale.
Firma anche tu, adesso, la petizione: http://www.avaaz.org/en/stop_the_clash/

Leggi il resto...