le intuizioni ovvie di claudio messora

lunedì 22 settembre 2008

La rete dentro.

La rete dentro è la prosecuzione di Isole, pubblicato il 7 settembre.
Leggerlo ti aiuterà a ricollegare il filo di Arianna.


Ogni petalo senza fiore lentamente avvizzisce, poi muore. Ogni lago senza fiume, presto o tardi evapora. Essere vivo significa essere in movimento. Così ogni isola, senza un ponte, non ha nessuna possibilità di sopravvivere al tempo. Non potendo cambiare, è destinata a divenire arida roccia.

I ponti sono necessari. Ognuno di essi è una possibilità, una via di fuga. Un giorno, lontano o vicino, potrebbe fare la differenza tra vivere o morire. Una cellula lo sa istintivamente. Ha una membrana selettivamente permeabile, una frontiera che lascia passare solo ciò che deve. Riceve cose, trasforma cose, rilascia cose che chiama prodotti di scarto. Le stesse cose che altri, là fuori, considerano una vera prelibatezza.

Questo baratto primordiale non si verifica solo nell'infinitamente piccolo. Basta girare al contrario la rotellina del microscopio e dare un'occhiata agli organismi animali. Al loro interno, sofisticati aggregati pluricellulari collaborano inviandosi messaggi, scambiandosi elementi nutritivi, filtrando ciò che non è utile. Instancabili trebbiatrici, i denti, triturano il cibo. Le ghiandole salivari lo reimpastano e, attraverso l'esofago, riempiono la vasca di pretrattamento, lo stomaco. Nel giro di tre o quattro ore un piccolo laboratorio chimico e meccanico separa, sminuzza, discioglie e invia la merce catalogata al centro di smistamento, l'intestino. Da lì, un lunghissimo nastro trasportatore organizza il carico e lo prepara per la grande distribuzione: il sangue. Nella sua corrente transitano miliardi di operosissimi autoarticolati che ogni minuto percorrono a tutta birra una rete autostradale fatta di vene, arterie e capillari. Ecco come i beni di consumo finiscono dritti dritti negli organi, vere e proprie metropoli estremamente specializzate nella lavorazione dei materiali e nell'erogazione di servizi di incalcolabile valore.

E' la rete dentro! Una micro società attenta e sensibile all'ambiente. Non brucia combustibili fossili per produrre energia: funziona ad aria. Usa l'ossigeno per bruciare il carbonio di cui ogni cosa è composta. Poi, come una stufa a legna, rilascia anidride carbonica. Là fuori, le piante ringraziano.

L'interno di un organismo animale non ha strade lastricate di munnezza, a meno che non arrivino troppi container di hamburger, ketchup e patatine, impossibili da smaltire. Alcune Città-organo sono specializzate nel trattamento dei rifiuti: mantengono tutto pulito ed efficiente. Ci sono reni che filtrano, villi intestinali che, villani, accompagnano gli ospiti indesiderati alla porta, e abbiamo perfino la raccolta differenziata. I liquidi da una parte, il solido e l'umido dall'altra, mentre i sali minerali e i feromoni vengono scortati al confine, zone periferiche al limitare del territorio, e da lì espulsi clandestinamente. Una volta fuori, attraggono e irretiscono i turisti.

Tutto è sincronizzato. Tutti danno una mano, specialmente le braccia! Se qualcosa non funziona, le forze dell'ordine hanno anticorpi speciali che in breve tempo riportano l'ordine per le strade. In un organismo animale non si scherza: per gli sbarchi clandestini c'è la pena di morte. Talvolta qualcuno riesce a trovarsi un lavoro utile, e collabora simbioticamente.

Ma non è tutto lì, un'altro giro di rotellina e il nostro microscopio mette a nudo analogie a dir poco impressionanti. Eh sì, ai piani alti della scala evolutiva scopiazzano!
In un termitaio, migliaia di organismi interagiscono a un livello di complessità superiore, replicando lo stesso paradigma organizzativo al fine di garantire la sopravvivenza del gruppo. Visti tutti insieme, essi costituiscono un corpo unico, un vero e proprio esoscheletro che li identifica come un individuo. Le loro città fatte di terra e fango possono arrivare ad essere alte anche 12 metri.

Gli esempi sono infiniti. Potremmo parlare dei formicai, degli alveari, degli stormi di uccelli che mutano direzione di volo all'unisono e apparentemente senza guida. Potremmo perfino parlare dell'uomo, l'Isola per eccellenza, il pontificatore. Potremmo descriverlo minuziosamente, questo insieme topologicamente sconfinato di atolli di varia forma e natura, ognuno con i suoi codici, la sua lingua, che si affanna nell'immane tentativo di entrare in contatto con chi possa non solo acquistare le sue merci e vendergli le proprie, ma anche e soprattutto... comprenderlo.
Ogni uomo è un organismo unico ed irripetibile, eppure è fuor di dubbio che le interazioni con i suoi simili rispondano agli stessi stimoli, alle stesse leggi che governano i rapporti fra le cellule elementari, tra le città-organo, all'interno dei termitai, dei formicai, degli alveari e degli uccelli che volano in formazione.

Sì, adesso potremmo finalmente parlare dell'umanità!
La prossima domenica.


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  Isole, pubblicato il 7 settembre.

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sabato 20 settembre 2008

Rossi e Di Pietro - la P2 applicata più della Costituzione.


Ancora non riesco a capacitarmi di questo silenzio. Questo è un mondo capovolto. Uno può tranquillamente avere aderito ad un progetto sovversivo, e riproporne seraficamente i punti essenziali. Anzi, può addirittura diventare premier elevando quegli stessi punti a programma di governo. Questo non solleva la benchè minima eccezione nella stampa, nella televisione e nell'opinione pubblica.
La P2 non è mai stata estirpata. E' solo venuta alla luce. Venendo alla luce è diventata più forte, si è istituzionalizzata. Oggi governa, come un unico polipo che estende i suoi tentacoli su entrambi i settori del parlamento.

I politici sono macchine perfette. Professionisti dello slogan. Studiano ogni espressione del volto, dosano sapientemente le pause e rilanciano con repentini affondi verbali. Con estrema prudenza. Quel tanto che basta a dire senza esporsi. Sui temi caldi, dove si gioca il consenso, il linguaggio del loro corpo esprime tensione, misurata volontà di calibrare messaggi precisi ed efficaci. Tuttavia, i più raffinati di voi noteranno che quando un politico si accosta al tema della P2, assume un atteggiamento più disteso. L'intelaiatura demagogica si affievolisce e l'uomo sembra quasi uscire dall'armatura ideologica che lo comprime.

Sì, quando un uomo politico parla di Licio Gelli e del suo piano di occupazione dello stato, abbassa le difese. I suoi lineamenti esprimono uno strano mix di compiaciuta o amara rassegnazione. Ne parla come si racconta di una cosa inevitabile. Ti guarda con gli occhi di un amico che incontri per strada. Come se non dipendesse da lui. Come se non dipendesse da nessuno. Un politico che parla della P2, diventa un'altra persona.

Ho letto qualche passaggio del Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli ad Antonio Di Pietro e a Fernando Rossi. Guardate il video. Fatevi anche voi abili osservatori. Trovate l'impercettibile smorfia di rassegnazione, la sfumatura amara nella piega di un sorriso.
Cercate qualsiasi indizio.

Di Pietro: «Ma io credo che siamo andati oltre Licio Gelli.»

Rossi: «Tanto di quel programma è stato realizzato!»

Di Pietro: «Licio Gelli, quando ha posto in essere tutto questo, aveva posto come obiettivo quello di riuscire un giorno a occupare lo stato. Chi l'ha succeduto ci è riuscito, proprio perchè non ha avuto bisogno di una forza violenta per realizzarlo. Gli è bastato il sistema dell'informazione.»

Rossi: «Era una massoneria deviata? E' un caso.. Calvi a Londra? Io credo che gran parte della massoneria sia deviata. Quella era la più deviata delle deviate, ma.. molti hanno partecipato a questo progetto.»

Di Pietro: «Oggi come oggi abbiamo una situazione per cui il progetto Rinascita ha raggiunto il suo obiettivo.»

Rossi: «Purtroppo, nonostante la Costituzione sia molto più longeva, è stato più applicato il piano di Propaganda 2 della nostra bellissima Costituzione.»

Di Pietro: «Credo che debba nascere adesso il Progetto Resistenza. Io rispondo a chi utilizza il manualetto di Rinascita di Licio Gelli con Resistere Resistere Resistere di Borrelli.»


video allegati

Il Discepolo 1816Rossi sulle bancheDi Pietro sui blog

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venerdì 19 settembre 2008

Le parole che non ti ho detto


Quando avere fretta prende il sopravvento sul tempo, il nostro tempo, è un brutto segno. Quando una civiltà perde il rispetto per il sacro, è un brutto segno. Un bruttissimo segno. Quando neppure a un bambino è concesso di sognare, perchè non c'è tempo, allora è proprio finita.

Che cosa stiamo diventando, se non abbiamo più rispetto neppure per i bambini? I bambini sono il nostro passato. Sono quello che eravamo e che non siamo più capaci di essere. Ciò che abbiamo perduto. I bambini sono il futuro. Sono il solo scopo per cui esistiamo: continuare ad esistere. I bambini sono la speranza, la speranza di cambiare. Sono forse il solo motivo valido per cui di fronte al giudizio universale potremmo avere una sola chance di non essere sterminati tutti, di valere ancora qualcosa. I bambini sono sacri.

Chi non ha rispetto neppure per un bambino, non è più un uomo. E non è più una donna.
Non è più niente.

Oggi, internet non gli lascia scampo.

Barbara è la mamma di un angelo biondo. Alexander ha quattro anni e mezzo. E' un tipo taciturno. I dottori lo chiamano autismo, ma le parole sono illusioni. Confondono. Talvolta sarebbe meglio non usarle. A volte ci si capisce meglio e forse anche di più. Alexander ha fame d'amore. E' come un buco nero, assorbe tutto e lo custodisce dentro di sè. E' come una cassaforte: i nostri pensieri, affidati a lui, sono al sicuro. Bisogna fare attenzione a ciò che gli si lascia in custodia, Va selezionato, poichè vi resterà per molto tempo. Questa società ha perso il valore e l'importanza di uno sguardo. E' una società cieca ma ahimè non sorda... nè muta! Le parole di chi non sa guardare nè guardarsi dentro sono vane, inutili, vuote. Vuote di pensieri, vuote di amore, senz'anima. E le parole che si ascoltano non sono niente, solo rumore. E il rumore fa male.

Alexander porta con sè una grande lezione: se non sai bene cosa dire, meglio tacere. Meglio un sorriso. Meglio, piuttosto che tutto questo frastornante vaniloquio.

Per una giornata, per un giorno solo.. vorrei che fossimo tutti autistici. Per tornare, finalmente, a guardarci. Senza parole. Perchè le parole che non ti ho detto, sono sempre quelle giuste.

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martedì 16 settembre 2008

Byoblu incontra Di Pietro - Cossiga: IDV tutti cretini


Venerdì sera ero un ectoplasma. Dopo due ore di sonno in due giorni e un digiuno di 16 ore, mi aggiravo alla ricerca di ristoro sotto il giogo di atrezzature audiovideo, computer e bagagli. A piedi. I taxi da quelle parti sono una diavoleria del futuro.
Per fortuna, dietro Palazzo D'Avalos Vasto offre una delle viste più incantevoli d'Italia: una terrazza che si getta quasi a picco sul mare Adriatico e su tutto il litorale di Vasto Marina. Alcuni ristorantini vi si affacciano. Un tavolino su quello scorcio non ha prezzo, anche se con poco più di 20 euro ho potuto cenare con un ottimo piatto di spaghetti agli scampi - cotti al dente in maniera esemplare -, patate al forno e un paio di bicchieri di Pecorino. No, non il formaggio, ma il tipico vino bianco da vitigno autoctono che si coltiva nella provincia di Ascoli Piceno. Nella piazza centrale, Edoardo Bennato cantava e intratteneva il pubblico con discorsi anti-colonialismo americano che emanavano un intenso profumo di solidarietà umana e sociale. Chissà se avrà usato le stesse parole anche alla Festa di Atreju, quella dei giovani di AN dove era appena stato gradito ospite.
Al ritorno, l'autobus era rotto. Mi sono addormentato su una panchina, svegliandomi ogni tanto di soprassalto per il terrore di perderlo, qualora fossero riusciti a riparare il motore...

Ecco la seconda parte dell'intervento di Antonio Di Pietro davanti all'obiettivo di Byoblu.Com.

Byoblu: «Grillo dice che Napolitano è Morfeo, cioè che è qualcuno che dorme, e subito viene fatto oggetto di un'immediata aggressione mediatica. Nello scorso luglio Francesco Cossiga a Viva Voce dice che tutti gli elettori IDV sono dei cretini, e che è giusto che abbiano un cretino a rappresentarli, ma non se ne fa notizia su nessun organo di stampa.
Come mai questa differenza nell'esposizione mediatica, cioè come mai un comico non può permettersi di dare un titolo mitologico a un Presidente, mentre un ex Presidente, che dovrebbe far suo lo spirito di quell'equilibrio che viene naturale dall'essere stato attore delle istituzioni, può permettersi di instultare l'8% - o il 9% o il 10% - dell'elettorato italiano senza per questo venire criticato dalla stampa? Come mai questo accade e cosa si sente di rispondere eventualmente a Cossiga, se merita una risposta?
»

Di Pietro: «Andiamo con ordine. Vede: l'Italia dei Valori è un partito che da fastidio. Tanti di quelli che fanno parte dell'establishment vorrebbero che non ci fosse. Anche all'interno di coloro che dovrebbero essere alleati con noi, poichè noi siamo dall'altra parte di Berlusconi, devono fare gli alleati nostri perchè non ne possono fare a meno, perchè fanno i conti della serva, però a tutti quanti da fastidio che noi siamo rimasti e resteremo sempre un partito libero, e che quindi non facciamo sconti a nessuno.
Quando arriverà in parlamento la richiesta di autorizzazione all'uso delle intercettazioni telefoniche di qualche parlamentare della sinistra, mica diremo "di che partito è?", diremo "vai, corri dal tuo giudice come è giusto che ci vadano tutti quanti". Allora questa nostra libertà indubbiamente da fastidio.
Per quanto riguarda le accuse a Grillo poi alla fine, come avete visto, è soltanto questo tentativo di uno stato che non ha neanche l'altezza di fare il fascista, perchè grazie a Dio diventa una caricatura. L'archiviazione che ne è seguita immediatamente ha dimostrato come il diritto di potersi esprimere come si vuole è un diritto sacrosanto.
»

Byoblu: «Mentre non c'è ancora il diritto di satira...»

Di Pietro: «Mentre non c'è ancora il diritto di satira! Per quanto riguarda invece la questione di Cossiga, vede: ci sono delle persone che invecchiando diventano padri della patria. Ci sono persone che invecchiando diventano padri, nonni, mentalmente vecchi. Io ho rispetto delle persone anziane e quindi non intendo infierire. Il problema di fondo è che a me pare egli approfitti molto di questa sua sostanziale impunità. Nessuno gli può dire niente perchè tanto oggi in parlamento, poichè parlamentare, uno può dire tutte le stupidaggini del mondo che vuole, perchè poi per poterle utilizzare nei casi di diffamazione, ingiuria e calunnia ci vuole l'autorizzazione a procedere, che non viene mai data. Addirittura, se viene richiesta nei confronti di uno del centrosinistra, il primo ad alzarsi in piedi è quello del centrodestra che dice "no, noi siamo per la tutela.." e viceversa.»

Byoblu: «Come è stato nel caso Fassino, D'Alema...»

Di Pietro: «Come è stato nel caso Fassino, D'Alema, e come è stato da ultimo nel caso Prodi. Cioè Prodi ha dovuto dire "usate pure le telefonate" perchè quegli altri già avevano detto "ma no, no, non bisogna autorizzare". Ma neanche gliel'avevano ancora chiesto, al Parlamento. Cioè, non si deve autorizzare neanche una cosa che non è ancora stata chiesta. Quindi come vedete è una difesa della casta che noi contestiamo decisamente.»

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lunedì 15 settembre 2008

Byoblu incontra Di Pietro - I blog e la legge sull'editoria


Vasto 2008 è iniziata in maniera febbrile. Di Pietro, da buon padrone di casa, si occupava personalmente di qualsiasi cosa, dalle previsioni del tempo al pranzo. Anna, sua figlia, sembrava un messaggio di posta elettronica: imperversava in lungo e in largo, attraversando Palazzo d'Avalos a velocità quantiche, trasportando allegati di varia natura ora all'organizzazione, ora agli ospiti, ora al suo adorato papà.
Tutti estremamente gentili e disponibili. Tutti anche estremamente indaffarati. Non era francamente il luogo adatto per affrontare le decine di questioni che avete posto qui sul blog. Così ho concordato con il suo ufficio stampa una giornata a Roma interamente dedicata a fare chiarezza sulle vostre perplessità. Tempi brevi. Vi tengo aggiornati.

Una bella chiacchierata informale con il Presidente dell'Italia dei Valori è comunque servita a sciogliere il ghiaccio. Nella prima parte abbiamo parlato di blog e di editoria. Ecco cosa ci siamo detti.

Byoblu: «Dott. Di pietro, innanzitutto la ringrazio perchè avvicinarsi in questo modo al mondo dei blogger è un segnale di trasparenza e di quell'essere diretti di cui in questo momento il paese ha bisogno.»

Di Pietro: «Io su questo vorrei ribadire il mio impegno non solo nelle feste di partito che può anche fare comodo, ma in sede istituzionale. Abbiamo lanciato infatti, in questa assemblea programmatica dell'Italia dei Valori, l'idea del comune trasparente. Ogni consigliere comunale, assessore, sindaco, assessore provinciale e così via, ogni eletto dell'Italia dei Valori, ogni amministratore dell'Italia dei Valori ha ricevuto l'ordine di mettersi a disposizione di coloro che con una videocamera vogliono andare a videoregistrare ciò che accade nelle sale dove si decide, e quindi in questo modo facendo sì che tutti i cittadini possono sapere quel che accade. So che alcuni comuni già lo fanno direttamente in streaming, alcuni comuni lo sopportano, alcuni comuni chiamano i carabinieri, li fanno sloggiare. Noi dell'Italia dei Valori vogliamo avocare a noi questa responsabilità. Laddove noi siamo presenti voglio vedere come fanno a dire al consigliere comunale, provinciale, regionale non fare entrare la telecamera del tuo collaboratore.»

Byoblu: «Dott. DiPietro, quando l'Italia dei Valori mi ha invitato qui a Vasto, io ho lanciato l'iniziativa sul blog, ai miei lettori, tra i quali vi sono molti elettori IDV, di porle direttamente delle domande. Ne ho ricevuto tantissime, e ho ricevuto anche l'assicurazione dal suo ufficio stampa che troveremo il tempo nel prossimo futuro per evaderle tutte. Per ora gliene faccio tre. La prima è questa.
Il mondo dei blog è scosso per la sentenza che di recente ha condannato lo storico Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina. L'Italia dei Valori ha presentato una interrogazione parlamentare con Giuseppe Giulietti, definendo la cosa un attacco alla libertà di espressione. Qualcuno ha fatto osservare, in rete, che Giulietti era la stessa persona che nel 2001, probabilmente non con l'Italia dei Valori, è stato relatore di questa legge, ed assicurava che non sarebbe mai stata strumentalizzata per attaccare la libera informazione in rete. Prima di tutto volevo sapere se una tiratina d'orecchie a Giulietti gliela diamo, e secondariamente qual'è l'impegno di Italia dei Valori per consentire che questa legge possa essere riveduta perchè anche in Italia, come avviene nel resto del mondo a parte certi paesi che non vogliamo nominare, si arrivi ad una effettiva libertà di espressione sul web.
»

Di Pietro: «Andiamo con ordine. Innanzitutto io ricordo quando Giulietti disse, nel 2001, che tutto sommato è una norma che attiene ad avere il riconoscimento, lo storico di chi svolge una certa attività di informazione ed è bene che ci sia. Già allora noi abbiamo avuto modo di dire guarda che in un paese normale è così. In un paese anormale finisce per diventare tutta una censura. Finisce per impedire al cittadino di informare e di essere informato. E infatti adesso si è ricreduto e l'ha dovuto porre.
Ma non è tanto questa la questione quanto il fatto che l'Italia dei Valori ha assunto direttamente come proprio onere, come proprio impegno di lavoro quello di portare all'interno del parlamento questo impegno di libertà e di trasparenza, il diritto alla stampa, questa evoluzione del diritto alla stampa. Non solo con l'interrogazione parlamentare di sostegno a quello che è stato condannato - la colpa non è del giudice, la colpa è della norma -, ma noi abbiamo anche messo insieme una proposta  - i nostri uffici legislativi su questo stanno lavorando. Stiamo facendo pressione presso i presidenti dei gruppi parlamentari affinchè sia messa all'ordine del giorno una proposta che abroga quella norma. E' una norma senza senso, senza logica, fuori storia, anacronistica. E' una cosa senza nè capo nè coda, è stata fatta quando non c'era tutta questa possibilità di comunicare, quando bisognava andare in giro con il megafono.
Seconda questione è che l'Italia dei Valori ha preso posizione nei confronti del blogger che è rimasto imbrigliato in questa vicenda. Noi prendiamo occasione da questa vicenda per lanciare questo allarme, tanto che noi assisteremo cammin facendo la vicenda personal giudiziaria di questa persona perchè riteniamo che il giudice, con un'interpretazione secundum legem ma anche secondo il buon senso della legge, senza forzare la legge, possa arrivare lo stesso ad un proscioglimento, ad una assoluzione perchè deve rendersi conto che siamo in un mondo completamente diverso. Non ha senso assimilare la carta stampata all'autoinformazione cui ogni cittadino ha diritto. Io ho diritto, grazie a Dio ho la parola. Allora quello che è sordomuto cosa fa? Avrà un suo altro modo, e quando l'evoluzione tecnologica mi da la possibilità di parlare attraverso un blog, perchè a voce posso dirlo e col blog no? Io, oggi, nessuno mi può impedire qui, in mezzo a questo giardino, o sul marciapiede, di mettermi in piedi e di cominciare a urlare a tutti che il mondo è quadrato. Il problema è cosa dico, se sono credibile o meno. Non ho capito perchè lo posso dire in mezzo a una piazza, e non lo posso dire in una piazza virtuale. Cosa c'entra questo con l'organizzazione di una filiera di stampa e quindi con la necessità di registrarsi in tribunale? Per andare a parlare in mezzo alla strada e dire il mondo è quadro non ho bisogno di nessuna autorizzazione.
»

Byoblu: «E' un po' come lo Speakers' Corner a Londra.»

Di Pietro: «Ma questo è uno Speakers' Corner. Il blog è come uno Speakers' Corner mondiale e virtuale.»

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venerdì 12 settembre 2008

Berlusconi - Carfagna, la coppia spazzina

Sono sul treno, in viaggio per Vasto.


Silvio Berlusconi ha marciato sui primi cento giorni del suo governo al grido "Via la spazzatura dalle strade". Sebbene non abbia mai spiegato che in realtà intendeva toglierla da alcune strade per spostarla in altre strade, lo slogan, sì come malattia venerea, deve avere contagiato anche la sua presunta compagna: Mara Carfagna. Anche il Ministro delle Pari Opportunità vuole togliere la spazzatura dalle strade. Unica differenza: Berlusconi parla di rifiuti inorganici, la Carfagna di quelli umani. "Mi fa orrore chi vende il proprio corpo", ha dichiarato rispetto al fenomeno della prostituzione. Vendersi per la strada sarà dunque reato, tanto per la lucciola quanto per il cliente. Da cinque a dieci giorni di galera, tuttavia in piena sintonia con il suo premier, la Carfagna non ha spiegato dove intenderebbe metterle, queste signorine di cui lei ha orrore, ovvero cosa vorrebbe farne di questi rifiuti. Spero non voglia termovalorizzarle!

A spiegarlo ci pensa Tosi, sindaco leghista di Verona, il quale con una logica inoppugnabile aggiunge: "Via le prostitute dai condomini abitati da rispettabili nuclei familiari" (n.d.: se sono nuclei familiari un po' sfigati invece ok), "quindi vengano spostate dove non danno fastidio a nessuno. Un ente locale indicherà le zone adatte. A Verona, per esempio, vedo bene l'area industriale, per esercitare il sesso a pagamento. Intendiamoci, non sto parlando di quartieri a luci rosse, basta che si trasferiscano in immobili di periferia". E io che pensavo che i quartieri a luci rosse fossero zone adatte indicate da un qualche ente nelle quali concentrare il sesso a pagamento. Pensate come ero ingenuo. Chissà se per Tosi una zona adatta potrebbe essere considerata il Parlamento, visto che di fatto è una periferia della moralità, e che le prostitute entrano ed escono in un simpatico andirivieni.

Mi chiedo infine cosa abbia da dire il Ministro delle Pari Opportunità rispetto all'investitura divina di Renzo Bossi alla guida della Lega Lombada. Credevo che le dinastie faraoniche e quelle degli imperatori romani fossero roba da libri di storia. Invece no, perchè è evidente che il figlio del Senatur ha avuto pari opportunità rispetto a migliaia di altri cittadini italiani. Tant'è vero che Silvio Berlusconi, il quale più che di opportunità è esperto di opportunismo, ha subito chiesto che Renzo partecipasse ai grandi vertici del Palazzo.

Anche qui, pensato come ero ingenuo.

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mercoledì 10 settembre 2008

Quanto vale l'informazione libera?

Attenzione:

  L'Italia Dei Valori mi ha invitato a Vasto, da venerdì 12 a domenica 14 settembre, al terzo incontro nazionale.
  Ritengono "fondamentale la presenza di blogger che garantiscano un’informazione vera e trasparente".
  Internet sta cambiando le cose. Se avete domande, suggerimenti o critiche da avanzare a IDV, scrivetele tra i commenti, le girerò ai miei intervistati.


Quanto vale l'informazione libera e indipendente? A parole è un bene inestimabile. E' la base sulla quale si fonda la capacità di scelta dei cittadini, ovvero degli elettori. Dunque è inalienabile presupposto per una democrazia reale.
Proprio per questo, tuttavia, ha grandi implicazioni etiche. Se la democrazia fosse una religione, un'informazione non controllata sarebbe il primo comandamento. Per questo motivo viene spesso percepita come una missione. E come per una missione, si deve fare per spirito di servizio. E' volontariato.

Questo ragionamento conduce in fretta a un paradosso: chi fa della disinformazione ha un lauto stipendio, perchè assolve ad una funzione criminosa, sovvenzionata dai malfattori stessi che se ne avvantaggiano. Chi invece cerca di informare correttamente deve fare la fame.
Quanto vale quindi l'informazione libera e indipendente? Non si sa, ma economicamente parlando vale meno della disinformazione coordinata e continuativa.

Così, il mestiere di libero informatore è un lavoro che può fare solo chi non ha problemi di soldi, oppure chi è disposto a farsi controllare.

Io non ricado in nessuna delle due categorie. Quindi, con estrema trasparenza vi rinnovo la domanda: quanto vale per voi un'informazione libera e indipendente? E' possibile trovare forme di monetizzazione alternative, per non lasciare un'attività così delicata nelle mani di chi non si fa scrupolo a servirsene in maniera strumentale?

Vi chiedo di compilare un breve questionario. Non sono che una decina di domande, si risponde in due minuti. E' molto importante che siate sinceri.

Pubblicherò i risultati online e li discuteremo insieme.

AVVIA IL SONDAGGIO

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