le intuizioni ovvie di claudio messora

venerdì 10 ottobre 2008

La libertà di parola vigilata.

  Da oltre una settimana YouTube ha reso praticamente inutilizzabili le condivisioni sui video. Per tutti - o forse solo per alcuni - è ora impossibile condividere un video con tutta la lista di amici. Per chi ne ha quasi 1500, il risultato pratico è che non è più possibile condividere il video con nessuno.
  Il crollo verticale delle visualizzazioni e dei commenti è talmente evidente e repentino da destare francamente parecchie perplessità. Non è giustificabile nè statisticamente, nè tenendo conto dell'aumento costante del numero di iscritti e delle visite al blog. E' in corso un tentativo di approfondimento. Ne parleremo in questi giorni.

Di Stefano: La Tv delle Libertà di Berlusconi?
20 milioni di debiti pagati con i soldi pubblici.


Si conclude l'intervista a Francesco Di Stefano, proprietario di Europa7, la tv che non c'è. Non c'è perchè la nostra è una democrazia sulla carta, un'oligarchia travestita. Viviamo nell'epoca della Grande Illusione. Ci dicono che abbiamo la libertà di parola, ma non è vero. Abbiamo la libertà di parola vigilata. Dobbiamo rimanere entro un raggio di pochi metri dall'informazione autorizzata, abbiamo l'obbligo di firma, cioè a firmare i pezzi devono essere sempre gli stessi. Altrimenti? Se sei piccolo, c'è la morte dolce. Ti staccano il tubo, recidono i collegamenti, ti strappano le corde vocali: diventi solo una maschera con la bocca spalancata in una terribile smorfia. Se sei un po' più grande ti screditano e ti umiliano in tutti i modi. Un'arte sopraffina che non si insegna a scuola. Se sei ancora più grande, grandissimo, e rischi di andare fuori controllo, allora fanno leggi apposite per imbavagliarti.
Ecco quello che è accaduto e accade tutt'ora con Europa7. Europa7 è un mostro che fa paura. Se parte toglie tutti i bavagli. Tana libera tutti. E allora non deve partire. A costo di essere inadempienti, di pagare multe, di cambiare la costituzione. A parlare devono essere sempre gli stessi, sempre e solo loro. Chi tocca i fili muore. Chi alza la testa viene giustiziato. Silenziosamente, nell'indifferenza dei mezzi di disinformazione.
E' questa la democrazia in cui credete di vivere? Una volta si facevano cataste di libri e si bruciavano in mezzo a una piazza. Perlomeno il fumo era visibile, non potevi nasconderlo.
Oggi si bruciano bit, nessuno li vede, nessuno ne sa niente. Il digitale finisce per essere l'alleato più grande di questo sterminio di massa dell'informazione. Possono cambiare tutto, e dare l'impressione di non avere cambiato niente. Hanno il controllo totale, tirano i fili. Possono farti vivere o morire senza che neppure tu te ne renda conto. La storia ricorderà questo momento come un'ennesimo periodo di barbarie. Il male è sempre più forte, perchè ha una preoccupazione in meno. Non deve badare a nessuna etica, non c'è nessun giusto o sbagliato. Tutto è giusto, se serve a se stessi, al proprio tornaconto. Il male può essere sconfitto solo da un male peggiore. E' la vittoria di Lucifero. Lucifero all'Inferno e Lucifero anche in Paradiso. E' tutto suo, comanda angeli e demoni. Che fingono di farsi la guerra e poi, nell'al di là, brindano a suon di calici di ambrosia.
Credete che la crisi economica preoccupi molto i Moratti, i Berlusconi, i Benetton? Il loro unico problema sarà diversificare. Il nostro problema, invece, sarà far la spesa al supermercato e non farci pignorare la casa. L'abbiamo detto molte volte, in questo stesso blog, diversi mesi fa, quando loro dicevano che non ci sarebbe stata nessuna crisi, che il peggio era passato. Per loro il peggio non è mai venuto. La storia insegna, però, che quando si oltrepassa il punto del non ritorno, le cose possono precipitare. Giorno verrà che il peggio saremo noi. Il loro peggio. Peggio per loro!

Byoblu: «Che tipo di spazio verrà dato a internet, o verrebbe dato, nei vostri palinsesti?»

Di Stefano: «Il nostro obiettivo è dare voce a chi non l'ha mai avuta. Naturalmente sono anch'io un fruitore enorme di internet. Mi informo su internet, d'altronde non è possibile fare diversamente. Mi piace tantissimo. La seguo e la conosco moltissimo. Internet è uno spazio di libertà importante: non possiamo quindi non dargliene tantissimo. Il problema degli spazi internet è che sono spazi con poche risorse! Quindi secondo me una televisione molto forte può fare molto bene a questo settore.»

Byoblu: «L'informazione indipendente prenderà sempre di più la strada della rete, e quindi di internet. Questo secondo molti analisti potrebbe già accadere entro i prossimi 3 o 5 anni. L'assenza di un editore garantirà sicuramente più libertà rispetto ai contenuti, ma toglierà anche l'unica fonte certa di sopravvivenza, lo stipendio. Secondo lei quale potrebbe essere una strada etica per conservare l'autonomia intellettuale e nel contempo non morire letteralmente di fame?»

Di Stefano: «Io non ce l'ho questa strada, anzi sono molto pessimista. Io sono convinto che quando internet sarà veramente anche in Italia un affare, perchè non lo è ancora per nessuno, putroppo come al solito sarà aggredita dalle grandi corporation. Mediaset sarà una di queste. La Rai sarà una di queste. Non ci facciamo illusioni: quando una cosa funziona arrivano quelli con tanti quattrini per utilizzarla. Ecco perchè dico che è importante una televisione ricca, finanziariamente forte, che valorizzi certe iniziative dando loro anche un aiuto, un sostentamento. Un'altra strada sinceramente non la vedo.»

Byoblu: «Poco tempo fa è uscito un articolo su Panorama che aveva a che fare con una televisione, che si chiama Libera Tv. Potrebbe riassumerci la situazione?»

Di Stefano: «L'articolo di Panorama naturalmente era critico. Anche se poi dicevano è tutto legittimo. Hanno fatto un altro articolo ancora peggio su Il Giornale quando nei titoli dicevano che avevo fatto affari con Consorte, e poi nell'articolo dicevano che gli avevo detto di no. Quindi facevo affari avendogli detto di no. E' chiaro che è la propaganda di Berlusconi.
La storia di questa televisione è semplicissima. Quando fanno la legge Gasparri, per farsela approvare dagli altri parlamentari gli danno un contentino. Gli dicono che se fanno un movimento possono fare una rete satellitare in parte finanziata con i soldi pubblici. Più precisamente, finanziata dalla Presidenza del Consiglio. Perchè? La Gasparri faceva l'interesse esclusivo di Mediaset e soprattutto cancellava Europa7. In questo modo, oltre a fare un piacere agli amici politici, si voleva dare anche uno spazio di pluralismo e di libertà. Naturalmente i politici, i movimenti eccetera se ne guardano bene dall'avvalersene, perchè comunque vuole dire investire, buttare denaro. Lo fanno soltanto Libera Tv, grazie all'iniziativa di due ragazzi, e Nessuno Tv. Nessuno Tv, vicina ai DS, sopravvive. Questi ragazzi vengono da me e mi dicono che non ce la fanno. Io subentro, con la nostra società, caricandomi anche di tutti i debiti, e cominciamo a fare questa televisione libera sul serio. C'è un grosso numero di ore dedicate, lì sì, molto al web. La trasmissione si chiama ZapNews. Si naviga sul web, si porta alla ribalta quello che c'è, parlando di tutte le schifezze, le sconcezze. Vi invito a vederla: canale Sky 924. Portiamo avanti il nostro lavoro cercando di dare una voce in più. Con la nostra esperienza cerchiamo di non buttare via troppo denaro, perchè ci serve per la battaglia principale, e naturalmente siccome un 25% degli introiti possono derivare dalla pubblicità, ci mettiamo anche televendite e qualche spot. E' sempre la legge che lo prevede. A loro non va bene che noi abbiamo fatto questa cosa. Cioè: la legge lo prevede, abbiamo rilevato un'emittente in difficoltà, ma non gli va bene perchè prendiamo i soldi pubblici. La legge Gasparri non l'ho fatta io. L'hanno fatta in funzione di certe cose, e io non posso utilizzarla? Scriviamo che non posso manco utilizzare questa benedetta legge Gasparri. Certamente mi fa piacere che il Presidente del Consiglio debba finanziare in parte un'attività che io faccio. Gli sta bene. Va rinnovata, adesso, questa cosa nel 2009. Dicono che facciamo questa schifezza: perchè la rinnovano? Non certo per noi. Forse la rinnovano per qualcun altro. Allora cosa vuole Panorama? Stiamo facendo nè più nè meno quello che è previsto dalla legge, sempre con la nostra ottica: dare spazio a una voce diversa. Guardatevela perchè veramente è quello che fa.»

Byoblu: «Quindi la televisione trasmette...»

Di Stefano: «La televisione trasmette tutti i giorni sul canale 924 di Sky. Ci sono giornalisti stranieri che la fanno andare avanti, che fanno un'informazione molto forte. Naturalmente il problema qual'è? E' che sul satellite gli ascolti sono quelli che sono. Non la vede nessuno. Infatti successivamente il grande imprenditore Berlusconi con la Brambilla apre una televisione che chiama La Televisione Della Libertà. La nostra televisione si chiama Libera, ed è precedente. Ci butta 20 milioni di euro, la chiude, e porta a ripianare il bilancio da Forza Italia, quindi con i soldi pubblici. Questo è emblematico di quanto successo abbia la televisione satellitare: il più grande Tycoon italiano fa un enorme flop ed è costretto a chiudere! E il nostro problema qual'è: che siamo così bravi da rimanere in piedi?».

Byoblu: «Stasera tutti sul Canale 924 di Sky!»

Di Stefano: «Grazie.»

Byoblu: «Dottor Di Stefano, nel caso augurato che queste frequenze finalmente arrivassero, io mi proporrò per un provino, eh?»

Di Stefano: «C'è molto spazio per la gente libera in quella televisione.»


Video allegati:
Byoblu incontra Di Stefano
Prima Parte
Byoblu incontra Di Stefano
Seconda Parte
Byoblu incontra Di Stefano
Terza Parte

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lunedì 6 ottobre 2008

Francesco Di Stefano, che tipo di televione sarà Europa7?

Byoblu incontra Francesco Di Stefano: che tv sarà Europa7?


Com'è ormai tradizione in Byoblu.Com, abbiamo posto a Francesco Di Stefano qualcuna delle vostre domande.

Byoblu: «Che tipo di televisione sarà Europa7? A quale pubblico si rivolgerà? Come sarà eventualmente in grado di sfuggire alle logiche commerciali, e non solo quelle,  che appiattiscono le televisioni attuali?»

Di Stefano: «Intanto sarà una televisione distante dalla politica, e distinta dalla politica, nell'interesse del cittadino. Non è la passerella per il politico. Non è Porta a Porta, non è Ballarò. E' sicuramente più vicina ad AnnoZero, che cerca comunque una verità, fa uno sforzo enorme per arrivarci, anche se con molti più lacciuoli. Noi saremo naturalmente liberi di dire le cose come più o meno stanno. La verità poi non ce l'ha in tasca nessuno, ma certo non siamo condizionati nè ideologicamente nè dal punto di vista economico. Perchè non siamo condizionati dal punto di vista economico? Perchè una televisione libera che fa questo tipo di lavoro ha un tale ascolto che supera tutte le logiche commerciali. E' un tale business che non me ne frega niente se un inserzionista si incazza, perchè ne ho un risultato talmente grosso in termini di ascolti che ci va bene pure che se ne incazzino dieci.»

Byoblu: «Quindi lei ha fiducia nel telespettatore italiano, ancorchè anestetizzato da veline, grandi fratelli e reality show?»

Di Stefano: «Io ho fiducia tantissimo nel telespettatore italiano, perchè nel momento in cui apre questa finestra, visto che è stato fino adesso dentro un incubo, e vede un altro linguaggio, altri fatti eccetera, semplicemente non guarda più le altre televisioni. Ma lei si immagini dopo una settimana di una informazione diversa, con dei giornalisti diversi, e noi quindi utilizzeremo molto i giornalisti stranieri perchè hanno un modo diverso di vedere l'Italia, non sono intossicati da tutta una serie di logiche. Ma dopo una settimana di una televisione così, come fai poi a guardare il resto? Ti sembra Jurassic Park!»

Byoblu: «Io la televisione non riesco più a guardarla. Riesco solo a guardare internet. E' grave?»

Di Stefano: «No, non è grave. E' una difesa per cercare di sopravvivere! Ma voi pensate, il giorno dopo o una settimana dopo, quale crisi enorme possa esserci negli studi di Porta a Porta, di Matrix, di Ballarò? Cioè, si è aperto un filone di un successo enorme, e loro che cosa fanno? E' talmente quindi un meccanismo positivo, che ingenera quindi una corsa verso un modo diverso poi di informare, che diventa per il paese un toccasana pazzesco. Perchè chi non lo fa, beh.. comincia ad avere problemi molto grossi dal punto di vista degli ascolti e quindi economici. E' un po' quello che succede negli Stati Uniti d'America: un giornale fa cadere un presidente perchè non fa dei calcoli personali: fa dei calcoli editoriali. Se facciamo cadere un presidente, giustamente, su delle logiche vere, noi abbiamo autorevolezza per i prossimi 20 anni. Abbiamo quindi quattrini per i prossimi 20 anni! E' una logica di mercato finalmente positiva.»

Byoblu: «Qualche nome che potrebbe lavorare con Europa7 l'avete già pensato? Qualche collaborazione? Avete già preso contatti, nel caso auguratamente doveste avere le frequenze?»

Di Stefano: «Ma sono anni che parliamo con tutti. Naturalmente parliamo con molti di quelli che non ci sono. Non voglio esagerare, ma la maggior parte dei grandi talenti in televisione non c'è, perchè il grande talento è uno spirito libero. E lo spirito libero in televisione non ci può stare. Oggi io salvo veramente dalla televisione un solo programma, anzi due programmi, che però potrebbero essere naturalmente molto più incisivi, anche se mi rendo conto che fanno il massimo: AnnoZero e Report. Certamente ci farebbe molto piacere averli, questi programmi - ci mancherebbe -, ma c'è da fare molto ma molto di più!»

Video allegati:




Europa7, si fa?

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sabato 4 ottobre 2008

SOS fotovoltaico: tutto quello che vorreste sapere ma che non avete mai osato chiedere.

Byoblu incontra Michele Boato: il fotovoltaico.

Stai pensando di farti un impianto fotovoltaico sul tetto. Hai trovato un'offerta che ti convince, ma ecco arrivare il classico amico che ti guarda e, con un lungo sospiro, te lo sconsiglia. Del resto, ha proprio l'aria di saperla lunga. A questo punto sei confuso. Non sei più sicuro di niente e non ti fidi più di nessuno.
Qual'è la verità?

Se ancora non sai niente al riguardo, questo breve e semplice corso sul fotovoltaico e sul funzionamento del conto energia - gli incentivi statali - ti schiarirà le idee.


Fotovoltaico for dummiesEffetto serra for dummies


Una volta fatto, ascolta l'intervista in cui Michele Boato parla di fotovoltaico insieme a Byoblu, in questo stesso post. Poi leggi la miniguida che segue, un bigino dove andremo ad enunciare solide ed incontrovertibili verità, su cui non si discute.
Se hai delle obiezioni, e sono frutto di sentito dire, allora fidati di quello che leggi qui. Mi taglio il pizzetto se riesci a dimostare che ho torto. Se invece ti senti un vero e proprio esperto, prima di confondere le idee considera se le tue convinzioni non si basino su informazioni obsolete, magari valide fino a qualche anno fa. Dal 19 febbraio 2007 il conto energia è tutta un'altra cosa rispetto a quello che conoscevi tu. Il mondo cambia in fretta.

La guida si arricchirà via via di nuove domande e risposte, a mano a mano che esprimerete i dubbi residui.

E se poi finiscono i fondi, chi mi paga gli incentivi di anno in anno?

I fondi non finiscono, semplicemente perchè non ci sono fondi. Gli incentivi statali arrivano da una quota accantonata per legge sulle bollette energetiche degli italiani, espressamente dedicata al fotovoltaico.

Già, ma se lo facessero tutti, i fondi non sarebbero sufficienti per chiunque!

Non lo possono fare tutti, ma solo i primi. Questo perchè esiste un tetto di 1200 MegaWatt di installazioni, oltre il quale non verranno più sottoscritti contratti di incentivazione. Al raggiungimento dei 1200Mw, insomma, il Conto Energia sui nuovi impianti non si potrà più applicare.

E se io firmo un'offerta oggi ma poi, prima che il mio impianto sia finito, si raggiunge la quota dei 1200Mw?

Tranquillo. Il meccanismo del tetto prevede anche questo. Al raggiungimento dei 1200Mw di installazione, i contratti di incentivazione andranno ancora avanti fino ad un massimo di 1400Mw. Ma nessuno potrà più vendervi impianti che si avvantaggino del Conto Energia.

Allora c'è tempo...

Mica tanto! Ogni anno che passa, la tariffa di incentivazione che viene riconosciuta per vent'anni viene diminuita del 2%. Questo significa che il reddito da incentivazione, già per gli impianti che entrano in funzione nel 2009, sarà leggermente inferiore. Se poi l'impianto entra in funzione nel 2010, tale reddito sarà inferiore di un altro 2% (il 2% della tariffa in vigore nel 2009) e via di seguito. Meglio farlo il prima possibile.

Come faccio a verificare a quanti MegaWatt di installazioni siamo arrivati?

Qui trovate lo stato attuale degli impianti a tutt'oggi incentivati con il nuovo Conto Energia (quello per l'appunto in vigore dal 19 febbraio 2007): http://www.grtn.it/ita/fotovoltaico/AttivitaGSE.asp. Attualmente (ottobre 2008) siamo a circa 80Mw. Guarda il PDF con tutti i dati.

E se poi lo stato si rimangia la parola e smette di riconoscermi gli incentivi? Vent'anni sono tanti.

Lo stato non può rimangiarsi il contratto di incentivazione sottoscritto. Sarebbe come dire che smette di pagare le pensioni. Impossibile! E se per caso qualche ministro dovesse mai proporlo, il TAR vi ridarebbe gli incentivi in quattro e quattr'otto. L'unica possibilità è di finire come l'Argentina. Ma in quel caso concordate con me che i problemi sarebbero ben altri.

Perchè lo stato non finanzia direttamente l'impianto?

Per un semplice motivo. Lo scopo è quello di raggiungere il target imposto dalla comunità europea, e cioè i famosi 1200Mw di installazioni entro il 2012.
Ma non basta! Di impianti spenti o malfunzionanti nessuno se ne fa niente: l'obiettivo non è gonfiare il fatturato delle aziende, ma risolvere il problema energetico minimizzando l'impatto sull'ambiente. Quindi è necessario avere 1200MW di impianti funzionanti! Attivi. Che producono energia. Se lo stato finanziasse l'impianto con una cifra iniziale, tu potresti anche tenerlo spento. Invece lo stato incentiva l'energia prodotta, mese per mese, in maniera tale che se smetti di produrla, perdi gli incentivi.

Si, però se l'impianto si rompe e sta fermo due mesi, io perdo due mesi di incentivi!

No. Le aziende serie includono nell'offerta un contratto di assicurazione con una società assicurativa di tutto rilievo, il quale garantisce anche dal fermo impianto. Come? Attraverso il risarcimento dei danni subiti, tra cui in primis gli incentivi persi a causa della mancata produzione dell'energia.
Quindi, se un topo vi mangia un cavo, non preoccupatevi. Ma fate il contratto giusto!

E se grandina forte?

Hai mai preso a calci un pannello di silicio? Ecco: non farlo, se non vuoi farti male sul serio. La grandine non è un problema. In ogni caso l'assicurazione copre anche gli eventi atmosferici. Compresi i meteoriti.

D'accordo. L'offerta sta in piedi se lo stato mi riconoscerà un contratto dove mi darà, per esempio, 49 centesimi per ogni Kwh prodotto. E se io firmo l'offerta, ma poi lo stato non mi garantisce quella cifra? Mettiamo che mi riconosce 46 centesimi, la tariffa inferiore. Sono fregato!

Sì, sei fregato, ma solo se non hai sottoscritto il contratto giusto. Quando un impianto è terminato, il tuo installatore (o tu, se non ti sei affidato ad un'azienda forte) si reca al GSE (Gestore Servizi Elettrici) e fa domanda di incentivazione, presentando le caratteristiche dell'impianto in base alle quali richiede una certa tariffa.
Se l'impianto non è realizzato a regola d'arte, il GSE può non riconoscere quella tariffa. Per esempio: se facciamo richiesta di incentivazione per un impianto parzialmente integrato, e poi i pannelli non sono installati in maniera perfettamente complanare al tetto, il GSE può riconoscere la tariffa per un impianto non integrato. Che è ovviamente inferiore. Questo dipende dalla perizia del vostro installatore.
Ci sono alcune - poche - aziende, però, che sono talmente forti sia a livello economico che in quanto a professionalità, che possono permettersi di garantirvi che il GSE vi riconoscerà la tariffa prevista dal contratto che avete stipulato con loro. In caso contrario, metteranno di tasca loro la differenza. Alcune - pochissime, forse una - garantiscono addirittura mediante fidejussione bancaria. Soldi liquidi da incassare subito, senza se e senza ma.

Sì, ma qui parliamo di vent'anni. Mi hanno detto che i pannelli però durano molto meno. Dopo qualche anno non producono più niente.

Falso! Talmente falso che ci sono alcuni produttori di pannelli fotovoltaici che garantiscono i loro prodotti addirittura per 25 anni dalla data di installazione. Cosa significa? Significa che se i pannelli hanno un calo nella resa di conversione superiore al 10% nei primi 10 anni, i pannelli vengono sostituiti gratuitamente. Lo stesso accade se i pannelli hanno un calo superiore al 20% entro i primi 25 anni. Un leggero calo è fisiologico, ma è contenuto entro questi limiti, e il calcolo sulla resa finanziaria ne tiene assolutamente conto.

Ma se i pannelli hanno un calo fisiologico nel tempo, allora gli incentivi diminuiranno di anno in anno.

Sì. E allora? L'importante è che questo calo della resa, così come è limitato dal contratto di garanzia, sia previsto nel piano economico accluso all'offerta che avete ricevuto. Se il calo di resa è previsto e calcolato nel peggiore dei casi - cioè se si stima una resa dell'80% in 25 anni -, allora potete essere sicuri che avrete in ogni caso un piano più che attendibile. Addirittura per difetto, nel senso che se siete sfigatissimi e i pannelli perdono ben il 20% in 25 anni, il piano economico sta comunque in piedi. E se perdono più del 20% vengono sostituiti. Quindi andate tranquilli!

Ma la banca si ciucca troppi interessi, così non è conveniente!

Non dovete vederla in questa luce. Vedetela piuttosto così. Quanto ricevete un'offerta, se vi siete affidati ad un'azienda seria avrete anche un piano finanziario accluso, con la possibilità di sfruttare una convenzione bancaria, che le migliori aziende riescono a stringere con gli istituti di credito.
In questo piano finanziario vengono evidenziati tutti i ricavi che il vostro impianto fotovoltaico genererà anno per anno - incentivi + energia risparmiata - e tutti i costi - rata del mutuo o del prestito + manutenzione + assicurazione.
Il piano evidenzierà come sin dal primo anno potrete avere un piccolo attivo, o un piccolo passivo a seconda della latitudine e di altre variabili del caso. L'attivo è già al netto di tutti i costi, ovvero prestito/mutuo/assicurazione/manutenzione compresa, quindi rappresenta il bilancio finale. Guardando l'evoluzione del piano negli anni, vi accorgerete che a un certo punto questo attivo diventerà molto più grande, e questo perchè avrete finito di pagare l'impianto, ma gli incentivi continueranno ad arrivare fino al ventesimo anno.
Il ricavo totale è sempre più che vantaggioso nel tempo, indipendentemente dagli interessi che sono stati applicati con la convenzione bancaria sottoscritta.

Se investo in borsa o in qualche titolo la resa è migliore.

Grazie per la domanda, perchè mi da modo di evidenziare un atteggiamento mentale molto diffuso in Italia. Questo è molto importante: leggete con attenzione!
Supponiamo che siate sensibili all'ambiente. Volete costruire un impianto fotovoltaico per dare una mano a ridurre le emissioni di anidride carbonica. L'impianto però è molto costoso, eccessivamente costoso. Non ce la fate da soli.
Ecco che lo stato interviene e dice: «bene, se tieni l'impianto acceso e funzionante, io ti regalo una somma proporzionale all'energia che produci, che ti basta per rendere l'impianto redditizio.»
A questo punto voi fate due conti e comprendete che non solo potete finalmente costruire l'impianto in maniera che il bilancio totale sia a costo zero per voi, ma che potete addirittura guadagnarci, poco o tanto che sia, considerando anche l'energia che risparmierete.
Morale: il motivo che deve spingervi a realizzare un impianto fotovoltaico non deve essere nè farsi bello con gli amici, nè essere trendy, e tantomeno realizzare il miglior investimento possibile in un'ottica speculativa.
Voi dovete realizzare un impianto perchè siete persone sensibili alle condizioni in cui versa il mondo in cui vivete, e volete fare qualcosa per voi stessi, per gli altri e per i vostri figli. Se ragionate così, il semplice fatto che possiate realizzarlo ad un costo ridicolo sarà sufficiente per farlo subito. Figuriamoci se poi ci potete anche guadagnare su!
In Germania sono avanti anni luce, con un tetto su quattro in fotovoltaico - in continua crescita - proprio perchè ragionano in questa maniera.
Andiamo! Un italiano può essere meno sensibile di un tedesco??

Ma chi è che mi paga questi incentivi? E quando me li danno?

Gli incentivi te li paga direttamente lo stato, mediante il suo braccio armato: il GSE - Gestore Servizi Elettrici.
Dal momento in cui l'impianto è terminato ed è in funzione si può fare la richiesta di incentivazione. Il GSE entro 60 giorni vi fa firmare il contratto di incentivazione, e da quel momento iniziate a ricevere gli accrediti calcolati sull'energia prodotta. Li potete ricevere mensilmente o con altra periodicità, dipende da voi. Arrivano direttamente sul conto in banca che avrete indicato nel contratto. Dal momento in cui iniziano ad arrivarvi gli incentivi, vi saldano anche gli arretrati, ovvero gli incentivi che avete maturato dal giorno in cui avete acceso l'impianto fino al giorno in cui avete firmato il contratto di incentivazione.

La corrente la vendo? E a chi la vendo?

Ci sono due modalità di funzionamento per gli impianti fotovoltaici. Possono essere sottoscritte entrambe, a scelta, da chi realizza un impianto entro i 20KwP di potenza. La prima si chiama scambio sul posto. La secondo vendita diretta.
Con lo scambio sul posto, voi non vendete la corrente. La corrente che producete passa attraverso un apposito contatore, e poi finisce nella rete pubblica. Il vostro vecchio contatore, peraltro, continua a segnare la corrente che voi consumate, e che proviene dalla rete. Ogni bimestre si fa un bilancio tra l'energia prodotta e quella consumata, e voi pagate solamente la differenza, se c'è. Se invece avete prodotto più corrente di quella che avete consumato, la differenza vi viene accumulata - diciamo così - e scalata dalle future bollette entro un massimo di 3 anni. Poi la perdete. E' per questo che gli impianti costruiti avendo in mente lo scambio sul posto, devono essere dimensionati in maniera da produrre un po' meno energia di quella che vi serve, in maniera da non avere mai un credito energetico eccessivo, che non riuscireste a consumare nell'arco di tre anni.
Se siete clienti residenziali, lasciate perdere la modalità di vendita dell'energia, perchè non fa per voi. Ve la pagherebbero la metà, e in più non potreste neppure scaricare l'IVA, oltre che essere costretti ad aprire posizioni burocratiche particolari. Date retta a me. Andate in scambio sul posto.

Ma allora la corrente che produco, se va in rete, non è la stessa che consumo?

No, infatti. La corrente va sempre e comunque tutta nella rete pubblica. Voi continuate ad avere lo stesso vecchio contatore, quello che segna l'energia che consumate dalla rete. Si tratta meramente di un fatto contabile. L'energia che il vostro tetto produce non va direttamente nel televisore!

Ma se lo stato mi paga l'energia con una certa tariffa (gli incentivi), io poi come faccio a venderla?

Stai facendo confusione! Gli incentivi statali sono, per l'appunto, INCENTIVI. Significa che lo stato ti riconosce un regalino per ogni KwH prodotto. Non ti sta comprando l'energia, ti sta solo ricompensando per la tua buona volontà. L'energia che hai prodotto, e che lo stato ti ha "incentivato", resta a tua disposizione per qualsiasi uso tu ne voglia fare.
Gli usi possibili sono per l'appunto due: scambio sul posto e vendita diretta. Per impianti FINO A 20KwP di potenza, puoi scegliere tu. Oltre i 20KwP puoi solo vendere l'energia in eccesso.

Ma se la vendo, allora non la posso consumare? Cosa si intende per autoconsumo?

Andiamo con ordine. L'impianto sul tuo tetto produce, diciamo, 1200KwH all'anno. Supponiamo che la tua abitazione abbia un fabbisogno di 800KwH all'anno. Come dicevamo, quando attivi il tuo impianto puoi scegliere cosa fare della tua energia, cioè andare in scambio sul posto o in vendita. IN ENTRAMBI I CASI puoi andare in AUTOCONSUMO. "Autoconsumo" significa che la corrente che produci verrà utilizzata per pareggiare i bilanci con i consumi fatturati per la tua abitazione. Potrai poi decidere cosa fare della tua produzione energetica in eccesso, se mai ce ne fosse, quella cioè che avanza.
Nel nostro esempio, i primi 800Kwh prodotti dal tuo impianto, serviranno a pareggiare i consumi fatturati sulla tua bolletta energetica, e gli altri 400KwH potranno essere o accumulati per un utilizzo posteriore, sempre entro 3 anni - scambio sul posto - oppure venduti a poco più di 9 centesimi al KwH.

Posso scegliere io se vendere oppure accumulare l'energia in eccesso?

Sì, ma solo in fase di contrattualizzazione, cioè all'inizio. Una volta che hai avuto accesso al meccanismo di incentivazione non puoi più cambiare.
Inoltre, se hai un impianto con potenza pari o superiore a 20KwP, puoi solo vendere l'energia prodotta in eccesso.

Ma insomma, questa energia in eccesso rispetto a quella che produco, mi conviene venderla o accumularla?

Se sei un privato (no partita iva) non ci sono dubbi: molto meglio andare in scambio sul posto. Perchè? Semplicissimo: facendo una media - riferendosi ai prezzi per kwH di prima metà 2008 - tra i costi variabili e i costi fissi, paghi l'energia che consumi - quella che prelevi usualmente dalla rete - a circa 19€c (centesimi di euro) al Kwh. Quindi se l'impianto sul tuo tetto producesse 3600KwH all'anno, tu - incentivi statali esclusi - avresti un capitale di 3600 x 0,19 = 684€ all'anno sul tuo tetto. Se lo usi per pareggiare i costi del tuo fabbisogno energetico - i KwH fatturati in bolletta, la tua produzione ti vale esattamente 684€. Se invece vendi l'energia, ogni KwH ti viene pagato poco più di 9 centesimi. Meno della metà. Sarebbe come avere un campo di pomodori che valgono 1 euro l'uno, e trovarsi a venderli a 50 centesimi. Senza considerare che l'IVA non la scarichi.
Invece per le aziende è diverso, perchè pagano la corrente molto meno, e quindi per loro non c'è molta differenza tra consumarsi l'energia prodotta oppure venderla.
Unica cosa cui fare attenzione, quando si va in scambio sul posto: dimensionare l'impianto in maniera che abbia una produzione energetica lievemente inferiore al vostro fabbisogno. In questo modo non vi capiterà mai di accumularne una quantità tale da non riuscire più a riconsumarvela nell'arco di tre anni. Infatti, ricordate che se ne producete in più non potete venderla, ma solo accumularla.


Ma se voglio andare in scambio sul posto per accumulare l'energia in eccesso, devo installare degli accumulatori?

Assolutamente no! L'accumulo è solo virtuale, cioè contabile. Ci sono infatti due contatori: uno è quello che avete sempre avuto e che misura l'energia che prelevate dalla rete. Uno è quello che misura l'energia che il vostro impianto produce, e che immettete in rete. Il vostro fornitore di energia farà semplicemente un bilancio tra i due contatori. Ricordatevi quindi che l'energia che producete va sempre tutta quanta in rete, per essere disponibile a tutti, su tutto il territorio.

E se c'è un blackout? Producendomi da solo l'energia, immagino di esserne esente.

Purtroppo non è così. Il motivo è semplice. Come abbiamo detto prima, l'energia che producete va sempre direttamente in rete. Esiste una regolamentazione che prevede che, in caso di blackout, il vostro impianto fotovoltaico si disconnetta dalla rete. Per quale motivo? Semplice: quando in rete non c'è tensione, si presuppone che ci sia un guasto. Di conseguenza ci sarà qualche operatore che va a riparare il guasto, chiave inglese alla mano, con la matematica certezza che la corrente in quel preciso momento non attraversa le apparecchiature in alta tensione, e seguendo i procedimenti di sicurezza standard. Se il vostro impianto fotovoltaico immettesse energia in rete, il povero operaio andrebbe ad alimentare le morti bianche, e questo non è carino. Quindi l'impianto fotovoltaico in caso di blackout sulla rete si disconnette in maniera automatica.
Si può, eventualmente, realizzare un particolare circuito che si stacca dalla rete ed eroga l'energia direttamente in ambito domestico, ma implica oneri e costi aggiuntivi. Se non è proprio necessario, non vivendo condizioni di blackout frequente, non ha molto senso.

Che pannelli mi installeranno? Voglio avere il meglio del meglio.

Questo è un falso problema. Ci possono essere oggettive difficoltà nel garantire una certa marca e modello di pannelli piuttosto che un'altra. Il motivo è che per lungo tempo c'è stata scarsità nell'offerta: le code di produzione non erano sufficienti a garantire la domanda. Questo fa sì che se ricevete un'offerta - un preventivo - oggi, che indica una certa marca/modello di pannello, quando vi decidete a firmare il preventivo non è detto che quel particolare pannello sia ancora disponibile.
Non è necessario il pannello migliore in assoluto: quello che vi serve davvero è il pannello giusto!
Qual'è il pannello giusto? E' il pannello che per resa, dimensioni e caratteristiche può adattarsi bene al vostro tetto e garantirvi la resa economica prevista dal contratto, in termini di produzione energetica. Se il contratto prevede che il vostro impianto generi 1200KwH all'anno, l'importante è che abbiate pannelli che producono 1200KwH all'anno, e garantiti per 25 anni.
Cosa volete di più dalla vita?
Volete per forza l'ultimo modello di pannello, dalle performance leggermente migliori? Bene: potreste ritrovarvi con un piano finanziario dalla resa economica inferiore perchè l'impianto costa di più, e perchè la corrente in eccesso non vi serve. Quindi lasciate perdere queste fisime sul pannello migliore.
Concentratevi invece sulle garanzie espresse nel contratto.

Quanto anticipo devo versare?

Anche lo 0%, dipende dall'azienda a cui chiedete un preventivo.

E quando devo cominciare a pagare?

Se chiudi il contratto con un'azienda che lo prevede, inizi a pagare solo dopo che l'impianto è stato costruito ed è entrato correttamente in funzione, quando cioè il GSE inizia a mandarti gli incentivi e l'impianto produce corrente che ti evita di doverla comprare.
Per questo si dice che inizi a guadagnare da subito.

E se ho un tetto con l'amianto da smaltire?

Meglio ancora! Se hai un tetto in eternit e lo vuoi sostituire, sai che devi andare incontro a costi puri, che comprendono gli oneri di smaltimento e il rifacimento del tetto. Sono soldi che spendi e per i quali non hai alcuna contropartita.
Bene: se realizzi un impianto fotovoltaico al posto di un tetto in eternit, smaltendo l'amianto, lo stato ti premia riconoscendoti un addizionale 5% sulle tariffe di incentivazione ventennali.
Quindi: ti rivolgi ad un'azienda seria, fai fare un preventivo che comprenda la rimozione del tetto, lo smaltimento dell'amianto e la costruzione di un tetto nuovo con un impianto fotovoltaico integrato, e vedrai che nel tempo il tuo impianto non solo ti ripagherà tutti i costi della sostituzione del tetto, ma ti farà anche guadagnare.
Più di così...

Se è così conveniente, perchè non lo fanno le banche? Io posso affittare il tetto.

Gli istituti di credito si occupano di finanziare e spesso di acquistare gli impianti grossi, dove hanno ritorni da centinaia di migliaia di euro. Sono impianti per i quali acquistano direttamente il terreno e costruiscono exnovo un impianto da diversi MegaWatt di potenza.
Nessuno costruisce un impianto sul tuo tetto, per il semplice motivo che la garanzia dell'investimento si ha con la certezza che l'impianto resterà al suo posto almeno per i vent'anni dell'incentivazione statale.
Cosa succederebbe infatti se tu decidessi di vendere la casa un anno dopo la costruzione dell'impianto? Il nuovo proprietario non sarebbe obbligato a mantenerlo, o magari potrebbe voler ristrutturare la mansarda, aggiungere un piano.. Insomma, dove non c'è garanzia - ovvero la proprietà dell'immobile - nessuno investe soldi suoi.
La garanzia la puoi mettere solo tu, costruendo il tuo impianto sul tetto di casa tua, e firmando un contratto di incentivazione statale a tuo nome.

Abito in un condominio. Possiamo costruire un impianto comune sul tetto?

Certamente. Tieni presente tre cose però.

  1. Tutti i condomini devono essere d'accordo, o perlomeno la maggioranza, e non è un affare semplice. Se hai frequentato qualche riunione di condominio in vita tua saprai esattamente a cosa mi riferisco.
  2. L'impianto servirà ad alimentare le parti comuni: luci sulle scale, garage e giardini, ascensori, pompe dell'acqua e via dicendo. Dovete fare il conto di quanto spendete di energia annualmente per le sole parti comuni e dimensionare l'impianto su quello. Il motivo è che differenziare il consumo di corrente nei singoli appartamenti è una follia burocratica. Implica conteggi e divisioni infiniti per le quali il vostro amministratore vi maledirebbe a vita. Inoltre, spesso non ci sarebbe abbastanza spazio sul tetto per un'operazione del genere. Abbattere le spese comuni è già un obiettivo estremamente significativo!
  3. Non tutti gli Istituti di Credito finanziano i condomini. Il motivo è che se poi il condominio non paga, non sanno a chi rivolgersi per esigere quanto dovuto. Un condomino potrebbe infatti vendere il suo appartamento ad un altro, e così via... Attualmente sono a conoscenza di una sola linea di credito che finanzia i condomini, per un importo massimo di 70.000€, con garanzie chirografare. Ovviamente resta sempre in piedi, per tutti, la possibilità di pagare l'impianto di tasca propria, evitando tra l'altro tutti gli interessi del caso.

Qual'è l'orientamento migliore per il tetto?

L'orientamento dipende dalla latitudine. Alle nostre latitudini - italiane - l'orientamento migliore è SUD, con un inclinazione del tetto di 30°.
In ogni caso va bene qualsiasi esposizione tra sud-ovest e sud-est, basta che non sia a nord oppure sull'asse est-ovest.

Cosa succede se il mio tetto ha un'esposizione sull'asse est-ovest?

Succede che l'irraggiamento, ovvero la quantità di energia solare che cade sul tetto, si riduce di un 20-30%. Il che di per sè non significa niente, se non che una produzione di energia inferiore del 20-30% significa anche che si prendono fino a un terzo di soldi in meno dallo stato. Il che in alcuni casi rende l'impianto antieconomico. Se poi a uno non interessa, perchè il suo scopo è fare qualcosa di buono, allora può tranquillamente realizzare un impianto fotovoltaico anche sul suo tetto.

Come si fa a capire quanto sole cade sul mio tetto in un anno?

L'Enea ha compiuto studi dettagliati, producendo mappe che riportano i valori medi mensili della radiazione solare giornaliera per oltre 2000 comuni italiani, stimati a partire dalle immagini satellitari di copertura nuvolosa per diversi anni fino al 1999.
Dunque se in un preventivo si stimano 1200KwH di energia prodotta all'anno, questo valore potrà oscillare di anno in anno, ma in media si può essere sicuri che resterà quello.

Ho una baita in montagna, lontana dalle linee elettriche. Posso avvantaggiarmi del Conto Energia costruendovi un impianto fotovoltaico?

Puoi senza ombra di dubbio costruire un impianto fotovoltaico e avere la tua fonte di energia autonoma, magari accludendo un accumulatore per la notte, ma non puoi avvalerti del Conto Energia. Il Conto Energia vale solo per gli impianti Grid Connected, cioè connessi alla rete, perchè lo scopo è quello di distribuire energia pulita sul territorio a vantaggio di tutti. Un impianto come il tuo si chiama viceversa Standalone - stand + alone: solo -, cioè disconnesso dalla rete. Non essendo utile a nessuno se non a te, lo stato non te lo incentiva.


Se, dopo avere letto attentamente le faqs, avete altri dubbi, e so che ne avrete, aggiungeteli nei commenti. Vedremo di ampliare il prontuario via via che vi scatenerete con la vostra fervidissima immaginazione.

Se avete bisogno di un preventivo ma volete essere sicuri di rivolgervi ad un'azienda seria, che garantisca tutte le caratteristiche di qualità e sicurezza che vi ho indicato, collegatevi alla sezione http://www.byoblu.com/energia e scrivete una breve descrizione delle vostre esigenze, oppure scrivete a energia@byoblu.com. Sarò felice di valutare insieme a voi l'azienda che meglio si adatta alle vostre esigenze.


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giovedì 2 ottobre 2008

Francesco di Stefano, Europa7 si fa o non si fa?

Prima parte dell'intervista dell'1/10/2008 a Di Stefano

Gli antichi romani, in circostanze particolarmente delicate o pericolose per lo stato,  nominavano un dittatore, ovvero un magistrato straordinario che era investito di pieni poteri per sei mesi. Erano previste tutte le garanzie atte ad impedire una perpetuazione del suo potere. Veniva nominato dai consoli, che non potevano nominare se stessi, e il Senato poteva in ogni momento far decadere il suo mandato.

I loro discendenti, 2000 anni dopo - noi -, sono molto meno rigidi. Il dittatore può essere eletto direttamente dal popolo, il cui consenso è assicurato da una corretta propaganda, e può durare anche 5 anni. Una volta in carica egli si sottrae alla legge, e sottrae la legge stessa alla Costituzione. Inoltre, il dittatore può eleggere se stesso, e addirittura candidarsi per il Quirinale.

Il dittatore moderno basa il suo ufficio sul consenso acquisito attraverso il controllo dei media. Una strategia pianificata minuziosamente e attuata mediante lo strumento della corruzione. Una volta acquisiti, i media devono essere gelosamente custoditi. Anche quando la Corte di Giustizia Europea stabilisce definitivamente che un canale televisivo ha pieno diritto a trasmettere sulle frequenze nazionali abusivamente occupate dalle reti piduiste.

«Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media» [Licio Gelli]

«Sulla stampa italiana comincio ad avere poche speranze» [Francesco Di Stefano]

 E ancora: «Non ho personalmente molta fiducia nella Commissione Europea. Infatti noi abbiamo vinto al Tribunale dell'Europa. In Europa Berlusconi è riuscito a rimettere insieme gli interessi, i sotterfugi, le pastelle che ci sono in Italia» [Francesco Di Stefano]

Una democrazia si basa sulla capacità di scelta degli elettori. Gli elettori basano le loro scelte sulle informazioni in loro possesso. Quindi la pluralità delle informazioni è cuore, polmoni e sistema nervoso della libertà stessa. Il diritto a trasmettere di Europa7 è il nostro diritto di uomini liberi. La strada per un futuro possibile passa di lì.

Il 16 dicembre 2008, un commissario nominato dal Consiglio di Stato sarà incaricato di far applicare la sentenza della Corte di Giustizia Europea.
 Se permetteremo l'ennesima pastella, non sarà solo Di Stefano a non vedere riconosciuti i suoi diritti di imprenditore. Saranno gli italiani, tutti, a perdere l'occasione più limpida di vedere riconosciuti i loro diritti di cittadinanza, tra i quali spiccano i diritti civili, ovvero la libertà della persona, la libertà di parola, pensiero e fede, il diritto alla proprietà, il diritto di concludere contratti e il diritto alla giustizia.

Credo che tutta l'informazione indipendente dovrebbe agire all'unisono, fare  da enorme cassa di risonanza perchè vibri alta la domanda di informazione libera. Per chiedere a gran voce il definitivo rispetto di tutte le sentenze dei tribunali italiani e internazionali. Abbiamo una possibilità. Ora è il momento di gridare basta. Tutti. Insieme. Prima che sia tardi.

Nei prossimi giorni realizzeremo un banner e cercheremo di coinvolgere tutti, sia per la campagna di sensibilizzazione, ed eventualmente anche per scendere in piazza.

Se c'è un grafico in gamba, che vuol dare una mano, questo è il momento giusto.

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mercoledì 1 ottobre 2008

Bumvertising. E la realtà supera la fantasia!

Sul treno per Roma. Bologna. Sarò negli studi di Europa7 alle 14.30.

Update donazioni: dopo una settimana, siamo a un decimo rispetto alle dichiarazioni di voto. Poi dicono che i sondaggi sono affidabili. ;)


Nel post I nuovi mendicanti, una settimana fa scrivevo:

"Beh, ci sono tanti barboni in giro. Forse si potrebbe pensare di appendergli un cartello pubblicitario sulla schiena. "

Mai dubitare delle proprie intuizioni. Ogni cosa che abbia la caratteristica di poter essere pensata, esiste. Mi hanno preso in parola.
Il Bumvertising è lo sfruttamento di vagabondi con cartelli al collo a fini pubblicitari. I senza tetto sono una risorsa di incalcolabile valore, preziosi fornitori di servizi per le aziende. In cambio, ne ricavano una fonte di guadagno extra, integrativa alla normale elemosina.

Data la precarietà che caratterizza il mondo del lavoro, presto i giovani capiranno che non serve inviare mille curricula alle aziende, e neppure fare lunghi e improduttivi colloqui. La nuova strategia sarà lasciarsi crescere la barba, infilarsi qualche maglietta vecchia, all'occorrenza strappata qua e là, mettere un pò di cianfrusaglie in un sacchetto della spesa e andare a passeggiare per le vie del centro. Saranno le aziende a trovare loro. I colloqui si faranno sul marciapiede, mentre i barboni - quelli veri -, continueranno a fare i barboni: nella nostra società tutto deve essere artificiale, la realtà è fastidiosa.

A questo punto, viste le mie geniali intuizioni di marketing, propongo alla Carfagna una variante di sicuro interesse: sponsorizzare le prostitute. Potrai avere così il doppio piacere di avere rapporti sessuali con una squillo griffata Marlboro, o con un trans offerto dalla Barilla. D'altronde dove c'è Barilla c'è casa, anche se chiusa. La Forus potrebbe perfino studiarci sopra un prodotto di credito al consumo, così Lippi la smetterebbe di rubare la pensione ai vecchietti.
"Se vuoi andare a puttane ma non hai i soldi, nessun problema: anticipa tu i primi tre o quattro colpi, e il resto in comode rate."

Si intende: nessuna penale in caso di recesso anticipato.

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martedì 30 settembre 2008

Le ragioni del no al nucleare.


«Arrivai al reattore alle 6 del mattino. L'esplosione era avvenuta all'1.23. Non ne sapevo niente e all'alba uscii di casa per raggiungere la centrale. Sull'autobus si parlava di un guasto ma nessuno sapeva. Solo quando calpestai la graffite contenuta nei locali dove avviene la reazione capii. Cominciai subito a lavorare con la mia squadra di elettricisti per rimettere in funzione le turbine. Fummo i primi ad arrivare da fuori, fino ad allora erano intervenuti i colleghi di turno e i vigili del fuoco.» [Anatoly Kolyadin, 57 anni]

Anatoly perde la pelle delle gambe tre volte all'anno, soffre di dolori alle articolazioni e fulminanti emicranie. E' uno dei rari sopravvissuti a Chernobyl, anche se in quelle ore assorbì una quantità di radiazioni mai calcolata. Le prime squadre dei pompieri semplicemente si dissolsero nel giro di qualche settimana. Oltre quattromila morti secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma la vera cifra non si saprà mai. Il reattore venne chiuso in un sarcofago di cemento, per bloccare la fuga radioattiva. Oggi quel sarcofago sta già cedendo.

Ci sono molte ragioni per dire no al nucleare. Oggi inizieremo a pubblicarne alcune. Nei prossimi giorni completeremo il quadro.


1. Il nucleare non è sicuro, è a rischio di incidenti catastrofici

Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la “fusione del nocciolo”, che c’è stata a Chernobyl (Ucraina) il 26 aprile 1986, con decine di migliaia di tumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per tumore tra i soldati intervenuti; ha contaminato l'acqua di 30 milioni di ucraini; irradiato 9 milioni di persone. Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e metà dei bambini sono ammalati alla tiroide, c’è il raddoppio delle malformazioni.
Nel 2002 nell’Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c’è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi.
Dal 1995 al 2005 c’è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16 luglio 2007 per i danni da terremoto.
Avere il nucleare vicino casa non è assolutamente lo stesso che a centinaia di chilometri.


2. Dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive

Ci sono milioni di tonnellate di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo. Gli Usa hanno speso 8 miliardi di dollari in 20 anni senza trovare una soluzione.
In Italia, nel 2005, il governo ha dato 674 milioni di euro alla Sogin che, dopo il ridicolo tentativo di Scanzano Jonico (sismico, come gran parte d’Italia), non sa dove mettere le “ecoballe” radioattive: il plutonio resta altamente radioattivo per 200.000 anni! L'uranio 238 per milioni di anni…


3. Non esiste il nucleare “sicuro e pulito” di Quarta generazione

Le centrali di terza generazione, che Berlusconi vuole costruire, dovrebbero durare più di quelle in funzione - seconda generazione -, senza aver risolto il problema delle scorie né della sicurezza intrinseca - spegnimento automatico se c'è un incidente grave.
Le chiama ponte verso una quarta generazione che promette sarà assolutamente sicura, non proliferante, con poche scorie e meno pericolose. Ma i reattori di quarta generazione NON esistono! Sono previsti DOPO il 2030, come se fosse domani; e quanto dopo?
Intanto il governo propone un colossale rilancio del nucleare con reattori che, almeno fino al 2040, aggraverebbero tutti i problemi creati dal nucleare!
Infatti l’Enel ha investito quasi 2 miliardi di euro per completare, in Slovacchia, due reattori di vecchia tecnologia sovietica, addirittura privi di involucro esterno, perchè tanto “la probabilità di un impatto aereo è trascurabile”...


4. E’ favola “solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale”

Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni - 35 all'anno - per i prossimi 60 anni! Così, con 2.000 nuove centrali nucleari, si fornirebbe il 20% dell'energia totale. C'è qualcuno, sano di mente, che pensa si potrebbe procedere a questo ritmo?
Nessuno dei top manager dell'energia crede che le centrali esaurite nei prossimi anni saranno rimpiazzate per più della metà. Il trend mondiale del nucleare è verso il basso: solo per mantenere il numero e la potenza delle 435 centrali attuali - ne sono già state chiuse 117 - ce ne vorrebbero 70 nuove entro il 2015. Una ogni mese e mezzo! E altre 192 entro il 2025: una ogni 18 giorni! Tutto per continuare a produrre non il 20%, solo il 6,5% dell'energia totale...
2.000 scienziati dell'IPCC - ONU - lo hanno certificato nel 2007: Il nucleare non potrà fermare la febbre del pianeta.
Inoltre il ciclo completo - estrazione ed arricchimento dell’uranio, smaltimento scorie, costruzione e smantellamento centrale - emette gas serra quanto il ciclo a combustibile fossile.


5. L’uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo

L'Italia non ha uranio, dovrebbe importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada.
Secondo l’Agenzia per l'energia Atomica, l'uranio dovrebbe scarseggiare dal 2030, invece già dal 1991 ha raggiunto il picco: se ne consuma più di quanto si estrae. Sono le scorte militari che forniscono metà del combustibile. Senza nuovi reattori, la produzione di uranio è già insufficiente, perciò il suo prezzo si è moltiplicato per 10: dal 2001 al 2007 è salito da 7 a 75 dollari la libbra.


6. Altro che “bassi costi”: il nucleare è fuori mercato

Le stime Usa per i nuovi impianti danno il nucleare a 6,3 cent/ kWh contro 5,5 del gas e 5,6 del carbone. Per questo negli Usa, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush - 1,8 cent/kWh, oltre il doppio del differenziale di 0,8 cent -, nessuno ci investe più dal 1976.
L’unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia: l’azienda privata ci sta perchè lo Stato paga - fa pagare ai contribuenti.. - lo smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale, che costa quasi come la costruzione. Lo stato garantisce inoltre l'acquisto di tutta l'energia prodotta per 60 anni: un affare senza rischi per il privato! Ma l’entrata in funzione della centrale, ordinata nel 1996, è slittata dal 2009 al 2011: 15 anni. Così il suo costo finale, da 2,5 miliardi di euro è aumentato a 4 miliardi: più di 4 volte di una centrale a metano della stessa potenza, 1600 MW.
I ritardi nella costruzione sono una costante dell'industria nucleare: negli Usa i costi di 75 reattori, previsti in 45 miliardi di dollari, sono aumentati a 145, tre volte il previsto.
In Italia i tempi sarebbero più lunghi e i costi più alti. Questo è il paese dove un km di Tav costa 4 volte di più rispetto alla Francia. Chi pagherebbe?
L'Enel per le 2 centrali slovacche, spende 2.700 euro/kW, mentre una centrale a gas costa meno di 500 euro/kW. Chi paga?

Per ora, avete di che riflettere. Nei prossimi giorni, approfondiremo anche il resto.

Firma la petizione per dire NO al NUCLEARE.


Video allegati:




Il clima cambiaIl fotovoltaico

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lunedì 29 settembre 2008

L'informazione che verrà


Cara stampa ti scrivo, così mi rilasso un po',
e siccome sei molto corrotta, più forte ti scriverò.
Da quando sei arrivata, c'è una grossa novità:
la cuccagna è finita ormai, ma qualcosa ancora qui non va.

Si legge poco il giornale, compreso quando è festa.
E c'è chi ha preso la televisione, e l'ha gettata dalla finestra.
E si sta senza veline, per intere settimane,
e quelli che guardavano solo il calcio, del tempo ne rimane.

Gli studi di settore, han detto che questo millennio
porterà una trasformazione, la si vedrà nel prossimo quinquennio.
Ci si potrà informare in modo indipendente,
Scomparirà qualsiasi editore,  qualsiasi filtro con la gente.

Ci saranno filmati dei consigli comunali,
I cittadini potranno vederli, e perfino gli animali.

E si potrà parlare, ognuno come gli va
dire le cose per come stanno, e criticare senza pietà.
E senza grandi disturbi, qualcuno sparirà.
Saranno forse i troppo furbi,
e i giornalisti senza dignità.

Vedi cara stampa, le cose stanno cambiando
e come sono contento,
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi cara stampa, cosa si deve inventare,
per risvegliare la gente,
per ritornare a informare.

E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi cara stampa,
come diventa importante,
che in quest'istante ci sia anch'io.

L'informazione in arrivo, tre due o tre anni sarà qua.
Col blog mi sto preparando, è questa la novità.

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