Byoblu incontra Michele Boato: il fotovoltaico.

Stai pensando di farti un
impianto fotovoltaico sul tetto. Hai trovato un'
offerta che ti
convince, ma ecco arrivare il classico
amico che ti guarda e, con un lungo sospiro, te lo
sconsiglia. Del resto, ha proprio l'aria di
saperla lunga. A questo punto sei
confuso. Non sei più sicuro di niente e non ti fidi più di nessuno.
Qual'è la
verità?
Se ancora non sai niente al riguardo,
questo breve e semplice corso sul
fotovoltaico e sul funzionamento del
conto energia -
gli incentivi statali - ti schiarirà le idee.
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| Fotovoltaico for dummies | Effetto serra for dummies |
Una volta fatto, ascolta l'intervista in cui
Michele Boato parla di
fotovoltaico insieme a
Byoblu, in questo stesso post. Poi leggi la
miniguida che segue, un bigino dove andremo ad enunciare solide ed
incontrovertibili verità, su cui
non si discute.
Se hai delle obiezioni, e sono frutto di
sentito dire, allora
fidati di quello che leggi qui. Mi taglio il pizzetto se riesci a dimostare che ho torto. Se invece ti senti un vero e proprio
esperto, prima di confondere le idee considera se le tue convinzioni non si basino su informazioni
obsolete, magari valide fino a qualche anno fa. Dal
19 febbraio 2007 il
conto energia è tutta un'
altra cosa rispetto a quello che conoscevi tu. Il mondo
cambia in fretta.
La guida si arricchirà via via di nuove domande e risposte, a mano a mano che esprimerete i dubbi residui.
E se poi finiscono i fondi, chi mi paga gli incentivi di anno in anno?
I fondi non finiscono, semplicemente perchè
non ci sono fondi. Gli incentivi statali arrivano da una
quota accantonata per legge sulle
bollette energetiche degli italiani, espressamente
dedicata al fotovoltaico.
Già, ma se lo facessero tutti, i fondi non sarebbero sufficienti per chiunque!
Non lo possono fare tutti, ma solo i
primi. Questo perchè esiste un
tetto di
1200 MegaWatt di installazioni, oltre il quale non verranno più sottoscritti contratti di incentivazione. Al raggiungimento dei 1200Mw, insomma, il
Conto Energia sui nuovi impianti non si potrà più applicare.
E se io firmo un'offerta oggi ma poi, prima che il mio impianto sia finito, si raggiunge la quota dei 1200Mw?
Tranquillo. Il meccanismo del tetto prevede anche questo. Al raggiungimento dei 1200Mw di installazione, i contratti di incentivazione andranno ancora avanti fino ad un
massimo di
1400Mw. Ma nessuno potrà più vendervi impianti che si avvantaggino del Conto Energia.
Allora c'è tempo...
Mica tanto! Ogni anno che passa, la
tariffa di incentivazione che viene riconosciuta per vent'anni viene diminuita del
2%. Questo significa che il reddito da incentivazione, già per gli impianti che entrano in funzione nel
2009, sarà leggermente
inferiore. Se poi l'impianto entra in funzione nel
2010, tale reddito sarà inferiore di
un altro 2% (il 2% della tariffa in vigore nel 2009) e via di seguito. Meglio farlo il
prima possibile.
Come faccio a verificare a quanti MegaWatt di installazioni siamo arrivati?
Qui trovate lo stato attuale degli impianti a tutt'oggi incentivati con il
nuovo Conto Energia (quello per l'appunto in vigore dal 19 febbraio 2007):
http://www.grtn.it/ita/fotovoltaico/AttivitaGSE.asp. Attualmente (ottobre 2008) siamo a circa
80Mw. Guarda
il PDF con tutti i dati.
E se poi lo stato si rimangia la parola e smette di riconoscermi gli incentivi? Vent'anni sono tanti.
Lo stato
non può rimangiarsi il contratto di incentivazione sottoscritto. Sarebbe come dire che smette di pagare le
pensioni. Impossibile! E se per caso qualche ministro dovesse mai proporlo, il TAR vi ridarebbe gli incentivi in quattro e quattr'otto. L'unica possibilità è di finire come l'
Argentina. Ma in quel caso concordate con me che i problemi sarebbero ben altri.
Perchè lo stato non finanzia direttamente l'impianto?
Per un semplice motivo. Lo scopo è quello di raggiungere il
target imposto dalla
comunità europea, e cioè i famosi
1200Mw di installazioni
entro il 2012.
Ma
non basta! Di impianti
spenti o malfunzionanti
nessuno se ne fa niente: l'obiettivo non è gonfiare il fatturato delle aziende, ma
risolvere il problema energetico minimizzando l'impatto sull'
ambiente. Quindi è necessario avere
1200MW di impianti funzionanti! Attivi. Che
producono energia. Se lo stato finanziasse l'impianto con una cifra iniziale, tu potresti anche tenerlo
spento. Invece lo stato incentiva l'
energia prodotta, mese per mese, in maniera tale che se smetti di produrla, perdi gli incentivi.
Si, però se l'impianto si rompe e sta fermo due mesi, io perdo due mesi di incentivi!
No. Le aziende
serie includono nell'offerta un
contratto di assicurazione con una società assicurativa di tutto rilievo, il quale
garantisce anche dal
fermo impianto. Come? Attraverso il
risarcimento dei danni subiti, tra cui in primis gli
incentivi persi a causa della mancata produzione dell'energia.
Quindi, se un topo vi mangia un cavo, non preoccupatevi. Ma fate il contratto giusto!
E se grandina forte?
Hai mai preso a
calci un
pannello di silicio? Ecco:
non farlo, se non vuoi farti male sul serio. La grandine
non è un problema. In ogni caso l'
assicurazione copre anche gli
eventi atmosferici. Compresi i meteoriti.
D'accordo. L'offerta sta in piedi se lo stato mi riconoscerà un contratto dove mi darà, per esempio, 49 centesimi per ogni Kwh prodotto. E se io firmo l'offerta, ma poi lo stato non mi garantisce quella cifra? Mettiamo che mi riconosce 46 centesimi, la tariffa inferiore. Sono fregato!
Sì, sei fregato, ma solo se non hai sottoscritto il
contratto giusto. Quando un impianto è terminato, il tuo installatore (o tu, se non ti sei affidato ad un'azienda forte) si reca al
GSE (Gestore Servizi Elettrici) e fa
domanda di incentivazione, presentando le caratteristiche dell'impianto in base alle quali richiede una
certa tariffa.
Se l'impianto non è realizzato
a regola d'arte, il GSE può non riconoscere quella tariffa. Per esempio: se facciamo richiesta di incentivazione per un impianto
parzialmente integrato, e poi i pannelli non sono installati in maniera perfettamente
complanare al tetto, il
GSE può riconoscere la tariffa per un impianto
non integrato. Che è ovviamente
inferiore. Questo dipende dalla perizia del vostro installatore.
Ci sono alcune -
poche - aziende, però, che sono
talmente forti sia a livello economico che in quanto a
professionalità, che possono permettersi di
garantirvi che il GSE vi riconoscerà la tariffa prevista dal
contratto che avete stipulato con loro. In caso contrario, metteranno
di tasca loro la differenza. Alcune -
pochissime, forse una - garantiscono addirittura mediante
fidejussione bancaria.
Soldi liquidi da incassare subito, senza se e senza ma.
Sì, ma qui parliamo di vent'anni. Mi hanno detto che i pannelli però durano molto meno. Dopo qualche anno non producono più niente.
Falso!
Talmente falso che ci sono alcuni
produttori di pannelli fotovoltaici che
garantiscono i loro prodotti addirittura
per 25 anni dalla data di installazione. Cosa significa? Significa che se i pannelli hanno un
calo nella resa di conversione
superiore al 10% nei primi
10 anni, i pannelli vengono
sostituiti gratuitamente. Lo stesso accade se i pannelli hanno un calo superiore al
20% entro i primi
25 anni. Un leggero calo è
fisiologico, ma è
contenuto entro questi limiti, e il calcolo sulla
resa finanziaria ne tiene assolutamente conto.
Ma se i pannelli hanno un calo fisiologico nel tempo, allora gli incentivi diminuiranno di anno in anno.
Sì.
E allora? L'importante è che questo
calo della resa, così come è limitato dal contratto di garanzia, sia
previsto nel
piano economico accluso all'offerta che avete ricevuto. Se il calo di resa è previsto e calcolato nel
peggiore dei casi -
cioè se si stima una resa dell'80% in 25 anni -, allora potete essere
sicuri che avrete in ogni caso un piano più che
attendibile. Addirittura per difetto, nel senso che se siete sfigatissimi e i pannelli perdono ben il 20% in 25 anni, il piano economico
sta comunque in piedi. E se perdono più del 20% vengono
sostituiti. Quindi andate
tranquilli!
Ma la banca si ciucca troppi interessi, così non è conveniente!
Non dovete vederla in questa luce. Vedetela piuttosto così. Quanto ricevete un'
offerta, se vi siete affidati ad un'
azienda seria avrete anche un
piano finanziario accluso, con la possibilità di sfruttare una
convenzione bancaria, che le migliori aziende riescono a stringere con gli i
stituti di credito.
In questo piano finanziario vengono evidenziati tutti i
ricavi che il vostro
impianto fotovoltaico genererà anno per anno -
incentivi + energia risparmiata - e tutti i
costi -
rata del mutuo o del prestito + manutenzione + assicurazione.
Il piano evidenzierà come
sin dal primo anno potrete avere un piccolo
attivo, o un piccolo passivo a seconda della latitudine e di altre variabili del caso. L'attivo è già
al netto di tutti i costi, ovvero prestito/mutuo/assicurazione/manutenzione compresa, quindi rappresenta il
bilancio finale. Guardando l'
evoluzione del piano negli anni, vi accorgerete che a un certo punto questo attivo diventerà molto
più grande, e questo perchè avrete finito di pagare l'impianto, ma gli
incentivi continueranno ad arrivare fino al ventesimo anno.
Il
ricavo totale è sempre
più che vantaggioso nel tempo,
indipendentemente dagli
interessi che sono stati applicati con la convenzione bancaria sottoscritta.
Se investo in borsa o in qualche titolo la resa è migliore.
Grazie per la domanda, perchè mi da modo di evidenziare un
atteggiamento mentale molto diffuso
in Italia. Questo è molto
importante: leggete con attenzione!
Supponiamo che siate
sensibili all'ambiente. Volete costruire un
impianto fotovoltaico per dare una mano a
ridurre le emissioni di
anidride carbonica. L'impianto però è molto costoso,
eccessivamente costoso. Non ce la fate da soli.
Ecco che lo stato interviene e dice: «
bene, se tieni l'impianto
acceso e funzionante, io ti
regalo una somma proporzionale all'energia che produci, che
ti basta per rendere l'impianto
redditizio.»
A questo punto voi fate
due conti e comprendete che non solo potete finalmente costruire l'impianto in maniera che il bilancio totale sia a
costo zero per voi, ma che potete addirittura
guadagnarci, poco o tanto che sia, considerando anche l'energia che risparmierete.
Morale: il motivo che deve spingervi a realizzare un impianto fotovoltaico non deve essere nè
farsi bello con gli amici, nè essere
trendy, e tantomeno realizzare il
miglior investimento possibile in un'ottica
speculativa.
Voi dovete realizzare un impianto perchè
siete persone sensibili alle condizioni in cui versa il mondo in cui vivete, e volete fare qualcosa
per
voi stessi, per
gli altri e per i
vostri figli. Se ragionate così, il semplice fatto che possiate realizzarlo ad un
costo ridicolo sarà sufficiente per farlo
subito. Figuriamoci se poi ci potete anche
guadagnare su!
In
Germania sono avanti
anni luce, con un tetto su quattro in
fotovoltaico -
in continua crescita - proprio perchè
ragionano in questa maniera.
Andiamo! Un italiano può essere meno sensibile di un tedesco??
Ma chi è che mi paga questi incentivi? E quando me li danno?
Gli incentivi te li paga direttamente
lo stato, mediante il suo braccio armato: il
GSE - Gestore Servizi Elettrici.
Dal momento in cui l'impianto è terminato ed è
in funzione si può fare la
richiesta di incentivazione. Il GSE
entro 60 giorni vi fa firmare il
contratto di incentivazione, e da quel momento iniziate a ricevere gli accrediti calcolati sull'
energia prodotta. Li potete ricevere
mensilmente o con altra periodicità, dipende da voi. Arrivano direttamente sul
conto in banca che avrete indicato nel contratto. Dal momento in cui iniziano ad arrivarvi gli incentivi, vi saldano anche gli
arretrati, ovvero gli incentivi che avete maturato dal giorno in cui avete acceso l'impianto fino al giorno in cui avete firmato il contratto di incentivazione.
La corrente la vendo? E a chi la vendo?
Ci sono
due modalità di funzionamento per gli impianti fotovoltaici. Possono essere sottoscritte entrambe, a scelta, da chi realizza un impianto
entro i 20KwP di potenza. La prima si chiama
scambio sul posto. La secondo
vendita diretta.
Con lo scambio sul posto, voi
non vendete la corrente. La corrente che producete passa attraverso un
apposito contatore, e poi finisce nella rete pubblica. Il vostro
vecchio contatore, peraltro, continua a segnare la corrente che voi
consumate, e che proviene dalla rete. Ogni bimestre si fa un
bilancio tra l'energia prodotta e quella consumata, e voi pagate solamente la
differenza, se c'è. Se invece avete prodotto
più corrente di quella che avete consumato, la differenza vi viene
accumulata -
diciamo così - e
scalata dalle future bollette entro un
massimo di 3 anni. Poi la perdete. E' per questo che gli impianti costruiti avendo in mente lo
scambio sul posto, devono essere dimensionati in maniera da produrre un po'
meno energia di quella che vi serve, in maniera da non avere mai un
credito energetico eccessivo, che non riuscireste a consumare nell'arco di tre anni.
Se siete
clienti residenziali, lasciate perdere la modalità di
vendita dell'energia, perchè
non fa per voi. Ve la pagherebbero
la metà, e in più non potreste neppure scaricare l'IVA, oltre che essere costretti ad aprire posizioni burocratiche particolari. Date retta a me. Andate in
scambio sul posto.
Ma allora la corrente che produco, se va in rete, non è la stessa che consumo?
No, infatti. La corrente va sempre e comunque
tutta nella
rete pubblica. Voi continuate ad avere lo stesso vecchio contatore, quello che segna l'energia che consumate dalla rete. Si tratta meramente di un fatto
contabile. L'energia che il vostro tetto produce non va direttamente nel televisore!
Ma se lo stato mi paga l'energia con una certa tariffa (gli incentivi), io poi come faccio a venderla?
Stai facendo confusione! Gli incentivi statali sono, per l'appunto,
INCENTIVI. Significa che lo stato ti riconosce un
regalino per ogni KwH prodotto.
Non ti sta comprando l'energia, ti sta solo ricompensando per la tua buona volontà. L'energia che hai prodotto, e che lo stato ti ha "incentivato", resta a tua disposizione per qualsiasi uso tu ne voglia fare.
Gli usi possibili sono per l'appunto due:
scambio sul posto e
vendita diretta. Per impianti
FINO A 20KwP di potenza, puoi scegliere tu. Oltre i 20KwP puoi solo vendere l'energia in eccesso.
Ma se la vendo, allora non la posso consumare? Cosa si intende per autoconsumo?
Andiamo con ordine. L'impianto sul tuo tetto produce, diciamo,
1200KwH all'anno. Supponiamo che la tua abitazione abbia un fabbisogno di
800KwH all'anno. Come dicevamo, quando attivi il tuo impianto puoi scegliere cosa fare della tua energia, cioè andare in
scambio sul posto o in
vendita.
IN ENTRAMBI I CASI puoi andare in
AUTOCONSUMO. "Autoconsumo" significa che la corrente che produci verrà utilizzata per
pareggiare i bilanci con i consumi fatturati per la tua abitazione. Potrai poi decidere cosa fare della tua produzione energetica
in eccesso, se mai ce ne fosse, quella cioè che avanza.
Nel nostro esempio,
i primi 800Kwh prodotti dal tuo impianto, serviranno a pareggiare i consumi fatturati sulla tua bolletta energetica, e gli altri
400KwH potranno essere o
accumulati per un utilizzo posteriore, sempre entro 3 anni -
scambio sul posto - oppure
venduti a poco più di 9 centesimi al KwH.
Posso scegliere io se vendere oppure accumulare l'energia in eccesso?
Sì, ma solo in fase di
contrattualizzazione, cioè all'inizio. Una volta che hai avuto accesso al meccanismo di incentivazione non puoi più cambiare.
Inoltre, se hai un impianto con potenza
pari o superiore a 20KwP, puoi solo vendere l'energia prodotta in eccesso.
Ma insomma, questa energia in eccesso rispetto a quella che produco, mi conviene venderla o accumularla?
Se sei un privato (no partita iva) non ci sono dubbi: molto
meglio andare in
scambio sul posto. Perchè? Semplicissimo: facendo una media -
riferendosi ai prezzi per kwH di prima metà 2008 - tra i costi variabili e i costi fissi, paghi l'energia che consumi -
quella che prelevi usualmente dalla rete - a circa 19€c (centesimi di euro) al Kwh. Quindi se l'impianto sul tuo tetto producesse
3600KwH all'anno, tu -
incentivi statali esclusi - avresti un capitale di
3600 x 0,19 = 684€ all'anno sul tuo tetto. Se lo usi per pareggiare i costi del tuo fabbisogno energetico -
i KwH fatturati in bolletta, la tua produzione ti vale esattamente
684€. Se invece vendi l'energia, ogni KwH ti viene pagato poco più di 9 centesimi. Meno della metà. Sarebbe come avere un campo di pomodori che valgono 1 euro l'uno, e trovarsi a venderli a 50 centesimi. Senza considerare che l'IVA non la scarichi.
Invece per le aziende è diverso, perchè pagano la corrente molto meno, e quindi per loro non c'è molta differenza tra consumarsi l'energia prodotta oppure venderla.
Unica cosa cui fare attenzione, quando si va in
scambio sul posto: dimensionare l'impianto in maniera che abbia una produzione energetica
lievemente inferiore al vostro fabbisogno. In questo modo non vi capiterà mai di accumularne una quantità tale da non riuscire più a riconsumarvela nell'arco di tre anni. Infatti, ricordate che se ne producete
in più non potete venderla, ma solo
accumularla.
Ma se voglio andare in scambio sul posto per accumulare l'energia in eccesso, devo installare degli accumulatori?
Assolutamente no! L'accumulo è solo virtuale, cioè contabile. Ci sono infatti due contatori: uno è quello che avete sempre avuto e che misura l'energia che prelevate dalla rete. Uno è quello che misura l'energia che il vostro impianto produce, e che immettete in rete. Il vostro fornitore di energia farà semplicemente
un bilancio tra i due contatori. Ricordatevi quindi che l'energia che producete va sempre tutta quanta in rete, per essere disponibile a tutti, su tutto il territorio.
E se c'è un blackout? Producendomi da solo l'energia, immagino di esserne esente.
Purtroppo
non è così. Il motivo è semplice. Come abbiamo detto prima, l'
energia che producete va sempre direttamente
in rete. Esiste una regolamentazione che prevede che, in caso di
blackout, il vostro impianto fotovoltaico si disconnetta dalla rete. Per quale motivo? Semplice: quando in rete
non c'è tensione, si presuppone che ci sia
un guasto. Di conseguenza ci sarà qualche
operatore che va a riparare il guasto, chiave inglese alla mano, con la matematica
certezza che la corrente in quel preciso momento non attraversa le apparecchiature in alta tensione, e seguendo i procedimenti di
sicurezza standard. Se il vostro impianto fotovoltaico immettesse energia in rete, il povero operaio andrebbe ad alimentare le
morti bianche, e questo non è carino. Quindi l'impianto fotovoltaico in caso di blackout sulla rete
si disconnette in maniera automatica.
Si può, eventualmente, realizzare un particolare circuito che si stacca dalla rete ed eroga l'energia direttamente in ambito domestico, ma implica oneri e
costi aggiuntivi. Se non è proprio necessario, non vivendo condizioni di blackout frequente, non ha molto senso.
Che pannelli mi installeranno? Voglio avere il meglio del meglio.
Questo è un
falso problema. Ci possono essere oggettive difficoltà nel garantire una certa
marca e
modello di pannelli piuttosto che un'altra. Il motivo è che per lungo tempo c'è stata
scarsità nell'offerta: le
code di produzione non erano sufficienti a garantire la domanda. Questo fa sì che se ricevete un'
offerta -
un preventivo - oggi, che indica una certa
marca/modello di pannello, quando vi decidete a firmare il preventivo non è detto che quel particolare pannello sia ancora disponibile.
Non è necessario il
pannello migliore in assoluto: quello che vi serve davvero è il
pannello giusto!
Qual'è il pannello giusto? E' il pannello che per
resa,
dimensioni e
caratteristiche può adattarsi bene al
vostro tetto e garantirvi la
resa economica prevista dal contratto, in termini di
produzione energetica. Se il contratto prevede che il vostro impianto generi
1200KwH all'anno, l'importante è che abbiate pannelli che producono 1200KwH all'anno, e garantiti
per 25 anni.
Cosa volete di più dalla vita?
Volete per forza
l'ultimo modello di pannello, dalle performance leggermente migliori? Bene: potreste ritrovarvi con un piano finanziario dalla
resa economica inferiore perchè l'impianto
costa di più, e perchè la
corrente in eccesso
non vi serve. Quindi lasciate perdere queste fisime sul pannello migliore.
Concentratevi invece sulle
garanzie espresse nel contratto.
Quanto anticipo devo versare?
Anche lo
0%, dipende dall'azienda a cui chiedete un preventivo.
E quando devo cominciare a pagare?
Se chiudi il contratto
con un'azienda che lo prevede, inizi a pagare solo
dopo che l'impianto è stato costruito ed è entrato correttamente in funzione, quando cioè il
GSE inizia a mandarti gli incentivi e l'impianto produce corrente che ti evita di doverla comprare.
Per questo si dice che inizi a
guadagnare da subito.
E se ho un tetto con l'amianto da smaltire?
Meglio ancora! Se hai un tetto in
eternit e lo vuoi sostituire, sai che devi andare incontro a
costi puri, che comprendono gli
oneri di smaltimento e il
rifacimento del tetto. Sono soldi che spendi e per i quali non hai alcuna
contropartita.
Bene: se realizzi un
impianto fotovoltaico al posto di un tetto in eternit, smaltendo l'
amianto, lo stato ti premia riconoscendoti un addizionale
5% sulle tariffe di incentivazione ventennali.
Quindi: ti rivolgi ad un'
azienda seria, fai fare un
preventivo che comprenda la rimozione del tetto, lo
smaltimento dell'amianto e la
costruzione di un tetto nuovo con un
impianto fotovoltaico integrato, e vedrai che nel tempo il tuo impianto non solo ti ripagherà tutti i costi della sostituzione del tetto, ma ti farà anche
guadagnare.
Più di così...
Se è così conveniente, perchè non lo fanno le banche? Io posso affittare il tetto.
Gli
istituti di credito si occupano di
finanziare e spesso di
acquistare gli impianti grossi, dove hanno ritorni da
centinaia di migliaia di euro. Sono impianti per i quali
acquistano direttamente il
terreno e costruiscono exnovo un impianto da
diversi MegaWatt di potenza.
Nessuno costruisce un impianto
sul tuo tetto, per il semplice motivo che la
garanzia dell'investimento si ha con la
certezza che l'impianto resterà
al suo posto almeno per i
vent'anni dell'incentivazione statale.
Cosa succederebbe infatti se tu decidessi di
vendere la casa un anno dopo la costruzione dell'impianto? Il nuovo proprietario non sarebbe obbligato a mantenerlo, o magari potrebbe voler ristrutturare la mansarda, aggiungere un piano.. Insomma, dove non c'è
garanzia -
ovvero la proprietà dell'immobile - nessuno investe
soldi suoi.
La garanzia la puoi mettere
solo tu, costruendo il
tuo impianto sul tetto di c
asa tua, e firmando un contratto di incentivazione statale
a tuo nome.
Abito in un condominio. Possiamo costruire un impianto comune sul tetto?
Certamente. Tieni presente
tre cose però.
- Tutti i condomini devono essere d'accordo, o perlomeno la maggioranza, e non è un affare semplice. Se hai frequentato qualche riunione di condominio in vita tua saprai esattamente a cosa mi riferisco.
- L'impianto servirà ad alimentare le parti comuni: luci sulle scale, garage e giardini, ascensori, pompe dell'acqua e via dicendo. Dovete fare il conto di quanto spendete di energia annualmente per le sole parti comuni e dimensionare l'impianto su quello. Il motivo è che differenziare il consumo di corrente nei singoli appartamenti è una follia burocratica. Implica conteggi e divisioni infiniti per le quali il vostro amministratore vi maledirebbe a vita. Inoltre, spesso non ci sarebbe abbastanza spazio sul tetto per un'operazione del genere. Abbattere le spese comuni è già un obiettivo estremamente significativo!
- Non tutti gli Istituti di Credito finanziano i condomini. Il motivo è che se poi il condominio non paga, non sanno a chi rivolgersi per esigere quanto dovuto. Un condomino potrebbe infatti vendere il suo appartamento ad un altro, e così via... Attualmente sono a conoscenza di una sola linea di credito che finanzia i condomini, per un importo massimo di 70.000€, con garanzie chirografare. Ovviamente resta sempre in piedi, per tutti, la possibilità di pagare l'impianto di tasca propria, evitando tra l'altro tutti gli interessi del caso.
Qual'è l'orientamento migliore per il tetto?
L'orientamento dipende dalla
latitudine. Alle nostre latitudini -
italiane - l'orientamento migliore è
SUD, con un
inclinazione del tetto di
30°.
In ogni caso va bene
qualsiasi esposizione tra
sud-ovest e
sud-est, basta che non sia a nord oppure sull'asse est-ovest.
Cosa succede se il mio tetto ha un'esposizione sull'asse est-ovest?
Succede che l'
irraggiamento, ovvero la quantità di
energia solare che cade sul tetto, si riduce di un
20-30%. Il che di per sè non significa niente, se non che una produzione di energia inferiore del 20-30% significa anche che si prendono
fino a un terzo di soldi in meno dallo stato. Il che in alcuni casi rende l'impianto
antieconomico. Se poi a uno non interessa, perchè il suo scopo è fare qualcosa di buono, allora può tranquillamente realizzare un
impianto fotovoltaico anche sul suo tetto.
Come si fa a capire quanto sole cade sul mio tetto in un anno?
L'
Enea ha compiuto studi dettagliati, producendo mappe che riportano i valori medi mensili della
radiazione solare giornaliera per oltre
2000 comuni italiani, stimati a partire dalle immagini satellitari di
copertura nuvolosa per diversi anni fino al 1999.
Dunque se in un preventivo si stimano
1200KwH di energia prodotta all'anno, questo valore potrà
oscillare di anno in anno, ma i
n media si può essere sicuri che resterà quello.
Ho una baita in montagna, lontana dalle linee elettriche. Posso avvantaggiarmi del Conto Energia costruendovi un impianto fotovoltaico?
Puoi senza ombra di dubbio costruire un
impianto fotovoltaico e avere la tua fonte di
energia autonoma, magari accludendo un
accumulatore per la notte, ma
non puoi avvalerti del Conto Energia. Il
Conto Energia vale solo per gli impianti
Grid Connected, cioè connessi alla rete, perchè lo scopo è quello di distribuire
energia pulita sul territorio a vantaggio di tutti. Un impianto come il tuo si chiama viceversa
Standalone -
stand + alone: solo -, cioè
disconnesso dalla rete. Non essendo utile a nessuno se non a te, lo stato non te lo incentiva.
Se, dopo avere
letto attentamente le
faqs, avete altri
dubbi, e so che ne avrete, aggiungeteli nei commenti. Vedremo di ampliare il
prontuario via via che vi scatenerete con la vostra fervidissima immaginazione.
Se avete bisogno di un preventivo ma volete essere sicuri di rivolgervi ad un'azienda seria, che garantisca tutte le caratteristiche di qualità e sicurezza che vi ho indicato, collegatevi alla sezione
http://www.byoblu.com/energia e scrivete una breve descrizione delle vostre esigenze, oppure scrivete a
energia@byoblu.com. Sarò felice di valutare insieme a voi l'azienda che meglio si adatta alle vostre esigenze.
Leggi il resto...