le intuizioni ovvie di claudio messora

lunedì 24 dicembre 2007

Il primo campionato dei reati ambientali!

Ciao ragazzi,
sono qui per leggervi la classifica delle regioni maggiormente interessate dai reati ambientali.
Siete pronti? Andiamo!


Al terzo posto: la Puglia!
410 reati pari al 9,3% del totale nazionale.

Al secondo posto: la Sicilia!
Ben 426 reati, pari al 9,7% del totale nazionale.

E adesso... state bene attenti, perchè stiamo per annunciare il vincitore.

Al primo posto, con 448 reati, pari al 10,2% del totale nazionale...

THE WINNER IS... LA CAMPANIA!

I rifiuti scomparsi nell'anno 2006 sono 26 milioni di tonnellate, pari al 5% del totale nazionale.


I dati che vi ho appena letto sono contenuti nel rapporto ECOMAFIA 2007, e sono relativi all'anno 2006.

Beh, dal vostro ByoBlu per adesso è tutto, e mi raccomando...
BUONA CAMORRA A TUTTI!!!

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martedì 18 dicembre 2007

E se il problema fossimo noi, anzichè gli zingari?

Ricevo e pubblico, dalla Franconia dove al momento mi trovo, una lettera di Isa.

Isa, una ragazza di Livorno, merita decisamente molto rispetto per avere avuto il coraggio, e non solo quello delle parole, di entrare in contatto con una realtà così variegata e complessa come quella dei Rom.
Quando si parla di integrazione, di accettazione, di capacità di incontro, è a una persona come Isa che si fa riferimento.




E se il problema fossimo noi, anziché gli zingari? Se il problema lo avesse la nostra società più che la loro? Se fossimo noi a dover cambiare invece di loro? Proviamo a ribaltare il problema. Proviamo a cambiare punto di vista.

Prima di tutto: perché chiamarli zingari? Questo termine ha assunto nel tempo un’accezione negativa. Per tanti di noi zingaro vuole dire ladro, bugiardo, sporco e chissà cos’altro. Altre volte li chiamiamo nomadi, ma, a parte il fatto che nella loro storia quella di essere nomadi è stata una necessità per sfuggire alle persecuzioni, più che una libera scelta, perché definire un popolo in base ad una loro caratteristica? E’ così riduttivo e poco rispettoso.

Ma se non sono zingari e non sono nomadi, di chi stiamo parlando?

Proviamo a conoscerli, proviamo a entrare – con rispetto – nella loro storia. Proviamo a sospendere il giudizio. Proviamo..

E’ quello che ho cercato di fare io con 3 Rom venuti dalla Romania. Loro sono qui per sfuggire ad una situazione di povertà estrema ed hanno trovato riparo nella mia città, sotto il sagrato di una Chiesa, vicino a dove abito.
Tra loro c’è una donna di 29 anni, incinta di tre mesi, che ha lasciato a casa altri 2 bambini e condivide il freddo del nostro inverno con il marito e un cugino di appena vent’anni che vuole con caparbia determinazione rimanere in Italia, malgrado un decreto di allontanamento pesi come una spada di Damocle sulla sua testa.
Nel decreto si legge che queste tre persone sarebbero un pericolo per la collettività, in base al fatto che non possono dimostrare di mantenersi, di avere un lavoro e una residenza. E’ come dire che la povertà è un reato.

Grazie ministro Amato per aver trasformato la lotta alla povertà in una più esplicita guerra al povero! Dovrò ricordarmelo la prossima volta che mi troverò a dover decidere a chi accordare la mia fiducia.

Ma dov’è il pericolo? Spesso le nostre paure sono dovute all’ignoranza, alla non conoscenza di questa gente.
Per la mia esperienza devo dire che sono persone bellissime! Hanno sempre dei sorrisi enormi, anche se sono stati sgomberati dalle loro baracche di fortuna la sera prima, come è successo proprio a loro (come a tanti altri visto che il sindaco ha deciso la linea dura) la scorsa settimana.
Non si scoraggiano, sono capaci di chiederti una cosa cento volte finchè non l’hanno ottenuta e poi, per quello che ho potuto vedere, hanno una forte propensione alla condivisione. Quando vado a trovarli se mangiano o bevono mi offrono sempre quello che hanno e lo fanno in un modo molto familiare, come se ci conoscessimo da sempre tanto che, devo confessare, la prima volta che è successo mi sono commossa.

Ora, tornando alla mia provocazione iniziale, quello che voglio dire è che l’incontro delle nostre due culture fa emergere i limiti della nostra società dominante, i suoi guai più grossi che, secondo me, non sono affatto la sicurezza, ma piuttosto la mancanza di capacità di accettazione del diverso che fa scattare tante paure. E’ noto che di fronte all diversità, viene fuori la parte peggiore di noi, sperimentiamo le nostre chiusure, le nostre difese, le nostre paure.
Grazie all’incontro con l’altro è invece possibile un cambiamento, un cammino di maturazione personale: un’occasione di crescita che può diventare crescita per tutta la nostra società.

Un prete che ho conosciuto e che da più di trent’anni condivide la sua vita con una carovana di Sinti (gli “zingari” giostrai, per intenderci) ci ricorda che ogni uomo (Rom e Sinti compresi, dunque..) porta in sé un dono che se realizzato migliora la società.
Sta ad ognuno di noi concedere a se stesso e alle altre persone che incontra lo spazio vitale e le condizioni di libertà e di dignità necessarie per realizzare il sogno di una società includente, una società cioè che non escluda nessuno e che realizzi una convivenza pacifica, nel rispetto delle differenze.

E se tutto ciò può sembrare utopistico, voglio ricordare – come ha scritto Riccardo Putrella nel suo libro “il diritto di sognare” – che sognare non è fuggire la realtà: è sganciarsi dalle evidenze, lasciare deliberatamente i sentieri dell’obbedienza, proiettarsi in una realtà che si osa pensare differente.

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venerdì 30 novembre 2007

I nostri figli Rom: dibattito

Pubblico una mia breve risposta a Ivan, che su YouTube si fa chiamare mammadiantonio, relativamente ad un suo commento sul videopost di denuncia per quanto riguarda la situazione dei Rom.

Ogni opportunità di confronto, ripeto: ogni opportunità di confronto, soprattutto e specialmente con chi la pensa diversamente da noi, è positiva, se è condotta costruttivamente e senza offesa.
Quando si accetta il confronto, ci si accorge il più delle volte che la contrapposizione è spesso labile, ostacolata solo dalle parole usate di getto, come armi di cui non si conosce la reale pericolosità.

Per questo motivo i commenti negativi sono forse anche più accetti di quelli positivi, perchè stimolano la discussione. Con la discussione una società cresce; senza confronto, una società muore.




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martedì 27 novembre 2007

Il Diavolo paga le tasse ?

La Commissione Tributaria ha richiesto a una prostituta ben 70.000 euro a titolo di compenso forfettario per il suo reddito clandestino.
La cifra contestata a Valentino Rossi la scorsa estate era di gran lunga superiore: un milione di euro per aver cavalcato, in nero, poche centinaia di cavalli. Neppure lontanamente paragonabili a quelli montati dalla nostra Maria Maddalena, peraltro tutti stalloni! Con dei semplici ronzini infatti non avrebbe guadagnato abbastanza per comprarsi ben sei case a Milano, tra cui un lussuoso appartamento di 130 mq in centro.

Questi maneggi rendono!


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Fare il campione di moto è però una professione che gode di un certo inquadramento lavorativo. Cosa prevede invece la legge in quanto a regime di tassazione per l'esercizio della prostituzione? Il mestiere più antico del mondo sarà anche quello più regolamentato?

In molti paesi europei le operatrici sessuali, essendo regolarmente assunte, ricevono un'adeguata copertura sanitaria, esercitano in ambienti protetti e confortevoli, pagano i contributi e come tutti hanno diritto alla pensione.

In Italia, invece, siamo tolleranti: esercitare il meretricio non costituisce reato. Queste ragazze da noi sono libere!
Libere di affollare le strade, buie e solitarie o trafficate come le vetrine allo zoo, torride d'estate o gelide d'inverno, alla mercè degli sfruttatori dell'est come dei malati di mente.
Con invidiabile coerenza non riconosciamo la prostituzione come un lavoro, non garantiamo nessun diritto e nessuna tutela ma a quanto pare esigiamo lo stesso le tasse.
Ecco cosa intendeva dire Padoa Schioppa asserendo che "le tasse sono bellissime": è bellissimo prenderle, senza dare però!

Se la prostituzione è un'attività moralmente degradante, dovremmo vergognarci di prendere soldi dalle ragazze squillo. Anche perchè, a questo punto, di coerenza in coerenza si dovrebbero tassare anche gli spacciatori: quelli sì che di soldi ne fanno girare. Certo, poi il prezzo della neve si alzerebbe anche per i parlamentari, ...perchè darsi la zappa sui piedi da soli? Cosa ne dite allora dei trafficanti di organi? Un bel rene nuovo potrebbe costare centomila euro.. più iva!

C'è poi una questione che vorrei porre direttamente a Sua Santità.

Come tutti sanno, insieme alle tasse è possibile devolvere l'otto per mille dell'IRPEF a favore di una confessione religiosa tra quelle selezionate. Tuttavia, sono in pochi a sapere come funziona davvero il meccanismo.

Facciamo un esempio: se io pago mille euro di IRPEF, e barro la casellina "Avventisti del settimo giorno", non sto davvero inviando a questi signori otto euro: sto semplicemente votando per una ripartizione generale. Lo stato distribuirà l'otto per mille del gettito IRPEF complessivo in maniera proporzionale al totale delle preferenze espresse.
Anche i soldi di chi non ha espresso alcuna preferenza!

Questo meccanismo, in base agli ultimi dati ufficiali, ha fatto sì che pur avendo solamente il 34,56% delle preferenze, la Chiesa Cattolica abbia potuto incamerare l'87,25% della quota disponibile (fonte: Wikipedia).

Qual'è la destinazione d'uso che la Santa Sede dovrebbe fare di tale contributo, che nel solo 2005 è stato di 1021 milioni di euro? Gli accordi dicono chiaramente che deve essere impiegato per esigenze di culto della popolazione, di
sostentamento del clero - gli stipendi dei preti -, e per interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo.

Ma veniamo alla domanda.

Maria Maddalena, che nella sua vita è stata ispirata dal demonio, ora dovrà pagare settantamila euro di tasse. Produrrà un gettito IRPEF?
E quale che sia l'uso che di tali denari verrà fatto, Sua Santità, ritiene accettabile che la Chiesa Cattolica, pur condannando il mercimonio del corpo femminile, risulti destinataria anche solo in parte dei proventi di tale traffico?

Non è un po' come chiedere la tangente al diavolo?

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lunedì 19 novembre 2007

Adesso basta! Li abbiamo uccisi noi.

Rogo romE' inutile che giriamo la faccia dall'altra parte. E' inutile nascondersi dietro la xenofobia o fare della sociologia spicciola. Per favore non tiratemi fuori i fatti di cronaca, i furti, gli omicidi, gli stupri, la droga e la tratta delle schiave, perchè sono sicuro che nessuno di noi sarebbe altrettanto spocchioso e sicuro di sè dove fosse costretto a dire le stesse cose guardandoli dritto negli occhi, questi padri e queste madri che non hanno studiato la Divina Commedia, perchè loro nelle bolge dantesche ci vivono tutti i giorni, perchè l'inferno è la loro casa. La loro casa che brucia e li arrostisce nella loro sporcizia, come spiedini al forno, come teneri agnelli da latte carbonizzati vivi, arsi dall'indifferenza e da uno stato di diritto che i diritti non li da: li prende senza neppure essere capace di fare rispettare i doveri.


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Li abbiamo uccisi noi questi bambini di tre, quattro anni. Li abbiamo bruciati con la nostra caccia alle streghe, con la nostra indifferenza, con la nostra debolezza, perchè ci affacciamo alla finestra e le vediamo, queste baracche dove i topi avrebbero schifo a vivere, queste catapecchie di fortuna dove per sopravvivere si bruciano anche i copertoni dei camion, dove il bagno è un buco per terra, dove il sole non è un fratello, ma è solo la speranza che non piova, perchè quando fuori infuria la tormenta e noi ci crogioliamo nei nostri piumoni, davanti al Grande Fratello, qualcuno laggiù lotta per salvare il pane e i suoi quattro stracci chè non se li porti via il fango e la melma che scorrono tra le gambe.

Li abbiamo uccisi noi, perchè a nessuno deve essere permesso di vivere in queste condizioni. Uno stato degno di chiamarsi tale deve poter dare un'abitazione decorosa a tutti, oppure respingerli alle frontiere.

Permettere questi campi di sterminio dove si consuma l'apocalisse del terzo millennio, sotto ai nostri occhi indolenti e indifferenti, è degno di una società malata, spiritualmente corrotta e decadente, ormai avviata al tramonto.

I loro figli morti sono la nostra vergogna. Sono il macigno sul nostro petto, il marchio della nostra infamia; devono tornare a popolare i nostri incubi. Dobbiamo averli negli occhi ogni volta che guarderemo gli occhi dei nostri figli, ai quali non permetteremmo neppure di sporcarsi le mani con quello di cui loro si sono nutriti nella loro breve, triste, sfortunata piccola vita.

Non sono loro, gli assassini.
Gli assassini siamo noi.

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venerdì 16 novembre 2007

Confindustria trema: Dio, per mano del senatore Antonione, manda la Class Action!

Il senato con 158 voti favorevoli, 40 contrari e 116 astenuti ha approvato l'introduzione della Class Action anche in Italia, che dovrà essere resa operativa entro 180 giorni.


In realtà i voti favorevoli sarebbero stati solo 157, equilibrando così quelli contrari, ma il senatore di Forza Italia Roberto Antonione ha sbagliato a votare (ha pigiato il bottone verde invece che quello rosso: vedi a cosa può portare l'odio per un colore?), dando così la spintarella che mancava.
Silvio Berlusconi aveva chiesto ai senatori di dare una spallata al governo, e in effetti Antonione la spallata l'ha data, ma ha sbagliato lato.
Lui si autodefinisce un pirla e vuole dimettersi, ma sono sicuro che provocherebbe un'ondata di indignazione popolare.

Sì, perchè per tutti noi ormai il senatore Antonione è un eroe. Se avremo la Class Action, lo dovremo senz'altro a lui!


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Tanto per capirci, facciamo un esempio concreto.

Agosto 2007: esce l'ultimo Smart Phone Nokia, l'E90, altrimenti detto Communicator. Moltissime le segnalazioni di malfunzionamento.

Da una rapida ricerca si scopre che lo smart phone sembra avere difetti strutturali, alcuni dei quali difficilmente rimediabili. Intere partite di E90 lasciano in panne i legittimi proprietari, che non hanno comunicazioni sui tempi di restituzione nè sulla conformità del prodotto riparato alle aspettative.

Hanno, insomma, a tutti gli effetti accordato un prestito di 900€ alla Nokia, la quale tuttavia non riconosce interessi sul capitale intascato.

Le lettere di protesta fioccano come neve ai poli, i centralini fumano come pozzi petroliferi in fiamme, le operatrici tergiversano come verginelle al ballo delle debuttanti e le risposte, le sole che servono, dopo mesi sono più inafferrabili di Arsenio Lupin.

Quali possibilità aveva fino a ieri un consumatore in queste condizioni? Nessuna, a parte logicamente intentare una causa individuale, ma ve lo immaginate il fantozziano avvocato del signor Rossi che si presenta in aula contro l'armata dello studio Squali & Pittbulls messa in campo dalla Nokia?

Fra 180 giorni invece, se le cose non saranno cambiate, i cittadini che hanno acquistato un E90 potranno intentare una causa comune: potranno cioè dare vita ad una Class Action.
La legge, si sa, è uguale per tutti, ma adesso sarà un po' più uguale, perchè potendo condividere le spese legali sarà possibile avvalersi della stessa potenza di fuoco finora esclusivo appannaggio dei grandi soggetti giuridici.

Sembra una cosa buona. Sembra una cosa democratica.

Eppure, c'è qualcuno a cui l'idea che i cittadini possano far valere nel concreto i loro diritti proprio non va giù. E chi se non la Confindustria? Sentite cosa dichiarano.

"E' un atto di grave ostilità verso le imprese, un provvedimento rozzo che espone le imprese italiane a un pesante disincentivo per gli investimenti e i loro lavoratori a gravi rischi, in un paese già agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri".

Ragioniamo.

Se la possibilità di rivendicare i propri diritti è un atto di grave ostilità verso le imprese, allora significa che rinunciare a questa rivendicazione è un atto di estrema amichevolezza, e non mi risulta che sia mai stato considerato tale. Qualcosa non torna.

E ancora: se la possibilità che i consumatori possano chiedere, ed ottenere un'equo risarcimento per i danni subiti disincentiva gli investimenti di capitale straniero, allora bisogna dedurne che gli investitori sono interessati a far confluire i loro capitali solo dove possono fregare la gente impunemente. Siamo interessati a denaro investito a questo scopo?

Sul fatto poi che potersi rivalere su un'azienda possa esporne i lavoratori a gravi rischi potremmo discutere. Probabilmente, al contrario, i lavoratori vedrebbero accrescere un genuino e proattivo interesse nei confronti dell'eticità dei loro datori di lavoro, sottoponendoli quindi a una pressione interna, oltre che a quella dell'opinione pubblica. Finalmente per un'azienda diverrebbe più conveniente trattare bene i suoi clienti piuttosto che prevaricarne i diritti.

Confindustria, Forza Italia, An, Udc e tutti coloro che hanno espresso pareri e voti a sfavore, probabilmente trovano disdicevole che un fornitore debba misurarsi con una massa di consumatori non più inerme agnello sacrificale, ma soggetto giuridico di pari importanza.
Già: se adesso anche gli acquirenti possono difendersi, e magari anche vincere, allora che fine ha fatto il caro bel paese dei balocchi di una volta, ricco di succosi frutti inanimati da spremere fino al nocciolo?
Probabilmente Montezemolo e soci trovano sconfortante dover pagare di tasca propria i loro sbagli, laddove fino ad oggi potevano misurarsi con la sola logica del profitto, facendosi abile scudo di rapporti di forza lapalissianamente squilibrati.

Senatore Antonione, sursum corda ! Lei non è un pirla, lei è un eroe, guidato da una mano superiore.

Segno questo che perfino da lassù, nell'alto dei cieli, nonostante le coltri grigiastre dell'inquinamento, ancora qualcosa si riesce a intravedere.

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mercoledì 7 novembre 2007

Chiedo scusa agli italiani. Votai per Silvio!

Era nell'aria, me l'aspettavo. Una imperdibile chicca facilmente prevedibile, oserei dire annunciata.
La morte di Enzo Biagi, con la sua inevitabile scia di epitaffi retorici e non, doveva per forza di cose vivere il suo momento clou, l'apice dello show. Qualcuno prima o poi avrebbe dovuto chiedere a Silvio Berlusconi di rilasciare una dichiarazione. Silvio non si è fatto trovare impreparato all'appuntamento.


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Sentite cosa è stato capace di dire ai microfoni di mezza Italia.


Io non ho mai emesso alcun Editto Bulgaro. Io ho solo chiesto al consiglio di amministrazione della Rai che non venisse più fatto un uso criminoso della televisione di stato. Non ce l'avevo con nessuno in particolare.

Questa poi. Che faccia di tolla! Come se non lo sapesse nessuno che la RAI è il braccio mediatico della maggioranza. Sarà per questo che di lì a pochissimo Michele Santoro, Daniele Luttazzi ed Enzo Biagi sono spariti per non fare mai più ritorno, con la sola eccezione di Santoro e solo di recente?

Di più, Silvione incalza portando ulteriori prove come frecce al suo arco: in 25 anni di televisione [ndr: a Mediaset] non ho mai avuto bisogno di reprimere alcun comportamento criminoso.

Lo credo bene, Silvio! Chi avresti dovuto rimuovere? Quel sovversivo spirito libero di Emilio Fede? Magari avresti dovuto mettere il bavaglio a Striscia la Notizia, che con la sua satira graffiante dispensava a destra e a manca servizi sarcastici secondo il più alto senso della par condicio?

Già... vogliamo parlare della par condicio di Striscia negli anni in cui eri Presidente del Consiglio? Parliamone.

Ricordo che i servizi che ironizzavano sulla sinistra si basavano su elementi fortemente lesivi della sua credibilità, mentre le marchette che riguardavano il Presidente del Consiglio, al più, ne deridevano lo spirito goliardico con il quale affrontava, chitarra alla mano, stornelli napoletani con i suoi ospiti sempre altamente qualificati (Putin e compari).
Una critica senza dubbio feroce che non poteva non farti perdere consensi.

Alla faccia della par condicio!

Silvio, lo voglio dire e prendermi tutti i giustificati insulti dei miei videolettori: ti ho votato per ben due volte, e per questo é venuto il momento per me di chiedere scusa agli italiani.

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