le intuizioni ovvie di claudio messora

martedì 12 agosto 2008

Sicurezza: l'emergenza che non c'era.

Gli omicidi in Italia continuano a diminuire. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006 (-36,4% in 11 anni).

Negli altri paesi europei sono molti di più: 879 casi in Francia, 727 casi in Germania, 901 casi nel Regno Unito. Eppure non mi risulta che loro abbiano l'esercito nelle strade.


Vogliamo fare la classifica delle sole capitali europee? Facciamolo: nel 2006 a Roma si sono contati 30 casi contro i 29 di Parigi, i 33 di Bruxelles, i 35 di Atene, i 46 di Madrid, i 50 di Berlino e i 169 di Londra.

Insomma, per quanto telegiornali e carta stampata ce la mettano tutta per farci apparire come un paese in piena emergenza sicurezza, proprio non riusciamo ad essere primi in niente. Neppure negli omicidi.

No, scusate. In realtà una medaglia d'oro la portiamo a casa: le morti sul lavoro. Nel 2007 sono stati 1.170 i decessi per motivi di lavoro in Italia, che è di gran lunga il Paese europeo dove in questo settore si muore. Se si escludono gli infortuni in itinere o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005).

E siamo ancora sul podio anche per il numero di vittime degli incidenti stradali. Nel 2006 in Italia i decessi sulle strade sono stati 5.669, più che in Paesi anche più popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091). L'Italia è il paese che investe meno nella sicurezza sul lavoro. In compenso La Russa spende trenta milioni di euro per mandare tremila soldati nelle strade, una percentuale irrisoria se paragonata al numero degli agenti: oltre centocinquantamila.

Si muore di più durante le attività ordinarie che non a causa della criminalità o di episodi violenti. I morti sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati, i decessi sulle strade 8 volte di più degli omicidi. Tuttavia, gran parte dell’attenzione pubblica si concentra sulla dimensione della sicurezza. Chiedetevi come mai.

«Gran parte dell’impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini rispetto al rischio di subire crimini violenti», osserva Giuseppe Roma, direttore generale del Censis, commentando i dati. «Tuttavia, se si amplia il concetto di incolumità personale, e si considerano i rischi maggiori di perdere la vita, risalta in maniera evidente la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così».

Il governo Berlusconi ha speso i primi tre mesi per approvare il Lodo Alfano (che Lodo non è in quanto non frutto di consenso tra le parti), per mandare l'esercito nelle strade dopo aver costruito l'emergenza che non c'era, e per schedare qualche bambino rom suscitando lo scandalo e il veto della comunità europea (per ovvia incostituzionalità), mentre la Spagna e la Svezia approvavano provvedimenti lungimiranti tesi a ridurre la dipendenza dal petrolio.

In cambio, dopo avere contribuito, in maniera bipartizan, a creare artificialmente l'emergenza spazzatura - in maniera da poterci termovalorizzare per bene - , ha finto di risolvere il problema, promettendo che la Campania intera sarebbe stata ripulita entro e non oltre il 31 luglio 2008.

Se c'è qualche campano in ascolto, oggi - martedì 12 agosto - lo pregherei di uscire per le strade e cortesemente riferire.

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Il Senatore Rossi sull'emergenza rifiutiL'Alveo della Costituzione

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domenica 10 agosto 2008

Macerata: no alle webcam sul consiglio comunale


Il politico è un'animale il cui orifizio anale si trova immediatamente sotto al naso. Tale caratteristica gli impedisce di separare la comunicazione verbale dalle cagate, ed anzi la sua professionalità è tanto più riconosciuta quanto la commistione tra l'attività escretoria e quella del logos - la parola - è maggiore.



In un consiglio comunale si sfidano tutte le leggi dell'oratoria, del sillogismo e della consecutio temporum. Il buon politico infatti, se vuole farlo come lavoro, deve impedire la comprensione del problema, divagando arbitrariamente allo scopo di confondere. Il politico deve complicare le cose semplici. Altrimenti si correrebbe il rischio di risolverle, e lui dovrebbe andare a casa.

Il Comitato Anna Menghi, credendo nella trasparenza come valore, ha chiesto al consiglio comunale di Macerata l'utilizzo di telecamere. I cittadini avrebbero così potuto seguire la diretta online o, eventualmente, la differita dei lavori. Questo anche in considerazione delle accuse di parzialità mosse all'ufficio stampa. Quello che imbecca i giornali.
La mozione è stata respinta. I motivi sono tra i più disparati, pescati qua e là casualmente, senza alcuna attinenza ai fatti. La verità non è mai importante per un politico. La sua scala dei valori non la contempla neppure in ultima posizione: sull'ultimo piolo si trova infatti il "compromesso". Poi, attraversando tutta una serie di posizioni intermedie che vanno dagli interessi di familiari e conoscenti a quelli del partito, si arriva all'obiettivo primario: il mantenimento del potere.

Così, l'emorragia diarroico-verbale viene aperta da un assessore che dice di non avere preclusioni al riguardo, ma che non ci si può permettere la spesa, ben 20.000€ più IVA. Non fa niente che fosse stato presentato un preventivo da circa duemila euro. Il politico dissociato non sa mettere in collegamento le due cose.

Subito dopo la discussione viene monopolizzata da un coro di solidarietà nei confronti dell'ufficio stampa e del suo capo, bersaglio di una così ignobile accusa. Lo fanno spesso anche in parlamento. Non fa niente che l'oggetto della discussione sia un altro: l'importante è perdere tempo, possibilmente indignandosi, affinchè la seduta giunga al termine senza avere concluso niente.

Una volta finite le esternazioni, qualcuno ha iniziato a dire che sorbirsi quattro ore di diretta del consiglio non è efficace: la comunicazione politica deve essere rapida. Più è rapida, più è efficace. Vuoi mettere un paio di slogan piazzati ad arte piuttosto che un'informazione articolata e completa? Come dice qualcuno: una persona informata è più difficile da prendere per il culo.

Poi, qualcuno si dice perfino d'accordo - non mostrare preclusioni è una frase fatta che va sempre premessa per fare bella figura -, ma nelle dichiarazioni di voto si esprime negativamente. La coerenza non è indispensabile per la carriera politica. E anzi: meglio non metterla nel curriculum del piccolo tirapiedi.

Poi la goccia che fa traboccare il vaso: "Ma quanta gente volete che ci sia ad usare internet?".

I politici sono dinosauri selezionati dalla natura per l'estinzione di massa. Stiamo solo aspettando che dalla rete gli si rovesci addosso un meteorite di tali dimensioni da annientarli tutti nel medesimo istante.

Così, forse, risolveremo anche il problema dei rifiuti, perlomeno quella mole impressionante di cagate che dalle loro bocche ci si rovescia addosso in forma di liquame, inquinando la democrazia.

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Dopo il G8 l'America ci umilia ancora, e peggio.

Al recente G8 lo staff presidenziale USA aveva consegnato una simpatica cartelletta stampa ai giornalisti intervenuti, presentando il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, come un politico dilettante, eletto solo grazie al controllo che opera sull'informazione.

Bob CostasLo scorso venerdì sera gli states hanno fatto di più, e se possibile ancora peggio. La NBC, durante la cerimonia d'apertura dei Giochi di Pechino, trasmessa durante il prime time, per voce dei suoi due commentatori Bob Costas e Matt Lauer, ha solennemente sbeffeggiato Berlusconi davanti all'america intera, per l'occasione incollata al televisore. Dopo avere seguito le telecamere che inquadravano tutti gli 80 capi di stato, ed avere mantenuto un tono di una formalità ineccepibile, al turno dell'Italia Costas e Lauer sono improvvisamente divenuti faceti, e ridacchiando hanno così commentato: «Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha rinunciato ad essere qui stasera insieme agli oltre 80 capi di stato. Perché a Pechino fa caldo. Troppo caldo per lui. Matt LauerA 72 anni è troppo anziano per un viaggio del genere. Del resto, è il più ricco magnate italiano dei media ed è anche primo ministro del Paese! Se sei ricco e potente come lui, puoi permetterti di startene a casa a guardare la cerimonia. Comodamente seduto davanti alla tv».
Analogo trattamento per gli atleti italiani. Mentre i profili dei campioni tedeschi, spagnoli, francesi e inglesi veniva passato in rassegna minuziosamente, gli atleti italiani sono stati mostrati solo per pochi secondi, con inquadrature di sfuggita. Un trattamento da paese del terzo mondo.

Lo sapevamo già. Lo sapevamo che l'Italia sta scivolando inesorabilmente verso il terzo mondo, del quale entrerà ufficialmente a fare parte entro il 2050. E non siamo certo noi quelli che devono convincersi che vivono in un paese dove le più elementari regole della separazione tra i poteri vengono barbaramente infrante.

Sì, noi lo sapevamo. Ma la certezza che ora lo sanno anche tutti gli americani, permettetemi di dirlo, mi lascia comunque l'amaro in bocca.


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venerdì 8 agosto 2008

YouTube vs Mediaset, e il senso della rete

La rete è il più grande balzo in avanti che l'umanità ha potuto sperimentare dopo l'invenzione della ruota. La possibilità di condividere, di pensare come una sola mente, darà una sferzata al volano dell'evoluzione. In rete l'ego deve lasciare posto al nos. La libertà deve essere il principio guida. L'arte della moderazione non può essere una riedizione del vecchio principio della censura. Per agevolare il flusso delle informazioni deve venire in supporto la tecnologia, e non la discriminazione ad opera degli interessi di uno. La conoscenza si alimenta con l'incontro delle differenze. L'esclusione elimina per sempre un'alternativa. E ogni alternativa, a priori, potrebbe essere quella giusta.


Personalmente, non cancello mai i commenti, a meno che non siano volgari, oppure offensivi senza che tali offese siano argomentate. Anzi, spesso mi curo più delle critiche che delle lodi, perchè le lodi sono semplici attestati, riconoscimenti. Le critiche sono il futuro, e possono indicarmi la strada. Nel caso di Matteo Flora, mi indicano quella sbagliata.

Matteo, che si è trovato sotto i riflettori dopo che il mio intervento è stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo, ha avuto un'occasione più unica che rara, quella di mettersi davanti allo specchio e confrontarsi con le sue idee.
La rete serba memoria. Ed è una memoria indelebile. Non è importante dire tutte cose giuste o qualche cosa sbagliata, purchè ci si mantenga trasparenti, purchè si dia spazio al confronto.

Matteo ha cancellato oltre 750 commenti solo nella giornata di ieri, e ha modificato il suo blog in modo che chiunque arrivasse dal blog di Grillo, o dal mio, venisse inoltrato automaticamente a siti diversi di dubbia attendibilità, oppure gli fosse impedito a priori di commentare. Questo modello di rete non fa per me. Per questo motivo non parlerò più dell'ultimo cavaliere, nella speranza che sia davvero l'ultimo, perchè di altri così non abbiamo bisogno - tra l'altro ha minacciato di farmi chiudere sia il blog che l'account YouTube se non avessi cancellato i commenti poco lusinghieri nei suoi confronti. Cosa che ho fatto e che continuo a fare per il rispetto che si deve alle persone, e non per la minaccia che sortirebbe esattamente l'effetto opposto a quello da lui sperato.

Mediaset si dibatte come un pesce nella rete, - mai metafora fu più azzeccata. I ricavi pubblicitari sono in forte declino, e con questa mossa cerca di inserirsi in un mercato, quello dei contenuti autoprodotti, che entro cinque anni la fagociterà completamente. Lo scopo evidente è quello di raggiungere un accordo e riuscire così a penetrare un mercato di cui non ha che scarsissima conoscenza.

Detto per inciso, dal punto di vista legale Mediaset può vantare a pieno titolo i diritti su intere puntate di "Amici" e del "Grande Fratello" caricate sul tubo. Anzi, se qualcuno toglie quella roba dalla rete fa un favore a tutti. Resta invece in difetto per quanto riguarda lo sfruttamento di filmati made in YouTube.

E' vero infatti che io garantisco lo sfruttamento, non esclusivo, del mio video a YouTube e ai suoi partner o affiliati. Tuttavia, é altrettanto vero che, perché chiunque possa avere il diritto di scaricare un video dal tubo e mostrarlo a suo piacimento, deve avere un accordo preventivo con il tubo stesso. Deve essere un partner o un affiliato. Se Mediaset, o RCS nell'esempio del video scorso, potessero vantare questo accordo, non ci sarebbe nulla da eccepire, e invito chiunque possa dimostrarlo a fornirne le prove. Sarò lieto di avere torto, perchè non è l'ego che conta nella rete, ma la verità.

In mancanza di simile autorizzazione da parte di YouTube, Mediaset e chiunque scarichi un video dal tubo lo fanno senza averne i diritti, e devono quindi chiederli all'autore stesso, con il quale devono raggiungere un accordo di qualche tipo. Funziona così anche in America, non si vede perchè il paese della pizza e del mandolino debba fare diversamente.

Per di più, il tubo vieta contrattualmente qualsiasi utilizzo dei video a fini commerciali. Se i TG possono appellarsi al diritto di informazione, e quindi si potrebbe discutere se possano o meno eludere le clausole contrattuali (è evidente infatti come all'interno del TG5, così come prima e dopo lo stesso, vi siano cospicui spazi pubblicitari), lo stesso non può dirsi per Paperissima.

Paperissima è un evidente contenitore finalizzato allo sfruttamento degli introiti pubblicitari. Di recente ha guadagnato spesso proprio grazie ai contenuti autoprodotti presi da YouTube. Nessuna autorizzazione è concessa per tale sfruttamento dalle clasuole contrattuali che io firmo con il tubo.

E' al vaglio un imponente studio legale sulla questione, che presenterò insieme a un'autorevolissima voce della rete non appena sarà pronto.
Fino ad allora, su questo tema non aggiungerò altro.

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Guarda il video 'Un Ruggito Per Youtube'

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lunedì 4 agosto 2008

Un ruggito per YouTube

Mediaset ha denunciato YouTube per 500 milioni di euro. Sostiene di essere stata depredata di oltre 4000 files, e di avere perduto oltre 315.000 giornate di visualizzazione da parte dei suoi telespettatori. Ma sappiamo tutti che se mostrare dei files appartenenti alle televisioni generaliste significa violazione di copyright, lo stesso non può dirsi quando televisioni generaliste mostrano files presi dalla rete. I nostri files.


Molte volte è capitato di accendere il telegiornale e di vedere scoop da prima pagina tratti da YouTube. Contenuti filmati da noi. E non ci risulta di avere mai percepito un solo centesimo. Ma la televisione non è la sola che fa manbassa dei nostri lavori. Anche l'editoria non scherza!

In questi giorni su YouTube sta andando per la maggiore un filmato dell'associazione Born Free che racconta la storia del leone Christian. Allevato in cattività, poi liberato nella savana, reincontra dopo nove mesi di vita selvaggia i suoi addestratori. Lungi dal divorarli in un sol boccone, gli salta addosso in un effluvio di mugolii e coccole. Che cosa carina! Ecco il filmato originale.

Poteva il Corriere della Sera lasciarsi sfuggire l'occasione, servita su un piatto d'argento, di lucrare un po' sulla rete? Io dico di no. E infatti questa mattina, scorrendo le notizie della versione online, mi ha incuriosito un video relativo al tizio che ha decapitato un uomo a bordo di un bus in Canada. Chissà se anche laggiù hanno dichiarato un'emergenza sicurezza in seguito a questo simpatico episodio. Forse avrebbero dovuto.
Tra l'altro è in corso un'epidemia, visto che proprio ieri a Santorini un emulo buontempone ha tagliato la testa alla sua fidanzata e se l'è portata a spasso per le vie del borgo, tra lo stupore generale dei turisti. Una bella vacanza! La notiza riporta il link ad un video, il quale parte solamente dopo interminabili secondi di pubblicità. Tra i video correlati, sul lato destro del player, ecco il nostro simpatico leoncino. Immancabilmente, per visionare la commovente storiella bisogna sorbirsi lo spot dei sughi Barilla. Solo dopo appare il nostro beniamino, sgranato come solo un video preso dal tubo sa essere. Abbiamo visto la stessa cosa, con un pomposo logo Corriere.TV in sovraimpressione, ma soprattutto aggiungendo un penny al salvadanaio di RCS.

Insomma: il TG5 e il Corriere, tanto per fare un paio di esempi, prelevano un filmato da YouTube (che già di per sè non è consentito), lo trasformano in una macchina mangia soldi e nessuno gli dice niente. Ma se tu prendi un pezzetto di una frase di Mentana - che fa cultura e influisce sull'opinione pubblica - e la usi per argomentare una tua tesi - il sale della democrazia -, per fare cultura e influire a tua volta sull'opinione pubblica, sei un delinquente e incorri nel reato di violazione del Copyright. Mi pare tristemente buffo! E' ora di cambiare le cose.

A proposito, per quanti di voi si chiedessero chi avesse svolto questa simpatica inchiesta per conto di Mediaset - loro di rete non ci capiscono una mazza, e si vede -, quella cioè di andarsi a spulciare il web a caccia di 4000 e rotte evidenze, beh questo signore risponde al nome di Matteo Flora. Ha un sito web: LastKnight.Com: l'ultimo cavaliere! E si sente insignito di una crociata per la legalità che lo porta nel post odierno del sul blog a vantarsi della bellezza di un lavoro - quello da lui appena svolto - che va contro Google.

Vi invito a fare un salto sul suo blog, a lasciargli un commento e spiegargli cosa ne pensate, di questa sua crociata. Magari anche soltanto per dirgli: "bravo, continua così!".

Al momento, YouTube e la rete sono l'unica vera alternativa al controllo dei canali di informazione in Italia.
Difenderli è inevitabile, perchè qualsiasi sia la nostra speranza per il futuro, ...non può che passare di qui.


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sabato 2 agosto 2008

Un appello per il sole.

La Spagna, per mano del suo ministro Miguel Sebastiàn, ha appena presentato il piano di risparmio energetico, che grazie all'introduzione di un milione di veicoli elettrici e di un sistema di illuminazione a basso consumo, consentirà ai nostri cugini iberici di risparmiare tra i 43 e i 47 milioni di barili di greggio all'anno.
La Svezia ha appena dichiarato che entro il 2020 sarà totalmente indipendente dal petrolio.


Qui, dopo avere mercanteggiato per due mesi e mezzo la liberazione della magistratura, e dopo avere pagato il riscatto regalando l'impunità ai fantastici quattro, ci apprestiamo ad affrontare una manovra finanziaria di lacrime ma non di sangue, per dirla con le parole dell'ologramma di Arcore. Questo getta finalmente una nuova luce sugli ultimi deliri di Berlusconi: "La sinistra siamo noi". Stava mettendo le mani avanti, prima di metterle definitivamente nelle tasche degli italiani. Il comunista perfetto. Corre voce che abbia già fatto ordinare cento bambini per i suoi regali appetiti.

Nessuna parola sulle strategie energetiche dello stivale. Il Dio nero ha fame, e via via che i suoi sudditi europei si affrancheranno dalla sua sudditanza, non resteranno che gli italiani a soddisfare la sua ira crescente. Perlomeno quelli che non saranno divenuti radioattivi grazie alle centrali nucleari previste nel programma P2... ooops, scusate: di governo. E quelli che non saranno ancora morti di tumore grazie ai mafio-inceneritori.

Così, un gruppo di docenti e ricercatori delle università e centri di ricerca italiani prova ad alzare la mano e chiede la parola. Certo, non essendo affiliati a nessuna loggia massonica, e non appartenendo ad una casta qualsiasi tra quelle dei banchieri, dei petrolieri o dei malavitosi non sembrano possedere qualifiche sufficienti per accreditarsi presso il governo italiano.
Tant'è che Scajola non ha tempo, e fa ricevere l'illustre scocciatore Vincenzo Balzani dal dott. Claudio Nardone, capo della Segreteria Scientifica.

Su Byoblu.Com, notorio covo di babbei creduloni che amano farsi infinocchiare da maghi, fattucchiere e perfino scienziati, riceviamo e diffondiamo il loro appello. Lo facciamo prima che cada con sinistra prevedibilità nel vuoto spinto dove la nostra democrazia è stata risucchiata, in guisa di ciò che accade agli escrementi nel water di un aereo.

Le scelte energetiche per il futuro dell’Italia


Uno dei problemi più delicati e più difficili che il nostro Paese ha oggi di fronte è quello dell’energia; le decisioni che verranno prese a questo riguardo condizioneranno non solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e dei nostri nipoti. Per prendere decisioni sagge su un tema così complesso è necessaria una forte collaborazione fra scienza e politica.
Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca e, in virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione
della letteratura scientifica internazionale, abbiamo sentito il dovere di esprimere la nostra opinione sul problema energetico con l’appello riportato sul sito: www.energiaperilfuturo.it.
L’appello, sottoscritto da più di milleduecento docenti e ricercatori, sottolinea l’urgenza che nel Paese aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell’energia ed esorta il governo a sviluppare l’uso delle energie rinnovabili ed in particolare dell’energia solare.

A nostro parere l’opzione nucleare non può essere considerata la soluzione del problema energetico per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.

La più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il Sole, una fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10.000 volte quella che l’umanità intera consuma. Sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità distintiva dei veri statisti. E’ un guardare lontano nel tempo, perché getta le basi per un positivo sviluppo tecnologico, industriale ed occupazionale del nostro Paese, senza porre pericolosi fardelli sulle spalle delle prossime generazioni. E’ un guardare lontano nel mondo, perché, a differenza dei combustibili fossili e dell’uranio, l’energia solare e le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi, il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al consolidamento della pace.

Saremo ben lieti di mettere a disposizione le nostre competenze per discutere il problema energetico in modo approfondito nelle sedi opportune.

Miguel SebastiànL'Effetto SerraGuadagna con il sole


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venerdì 1 agosto 2008

Giappone: gli alieni esistono e potrebbero attaccare!

Martedì scorso, il 27 luglio, il capo di gabinetto nipponico Nobutaka Machimura, durante una conferenza stampa, ha fatto una confessione ai giornalisti: "personalmente, credo definitivamente che gli Ufo esistano, non vorrei aggiungere altro". Oggi, Il capo di Stato maggiore delle Forze di autodifesa giapponesi, il ministro Shigeru Ishiba, ha affermato: "Non c'è nessun motivo per negare ulteriormente che oggetti non identificati (Ufo) esistono, e che questi vengono controllati da un'altra forma di vita. Verificherò se l'esercito del Giappone sia in grado di affrontare un attacco alieno. Non si capisce come mai la nostra legislazione non dispone ancora di alcuna direttiva nel caso di un'invasione extraterrestre".
fonte: Corriere Della Sera


Brevi, scioccanti dichiarazioni che testimoniano di un Giappone sbigottito, incredulo dopo avere avuto incontri ravvicinati con Silvio Berlusconi al recente G8.

La poco lusinghiera cartelletta stampa di presentazione della figura del leader del PDL, presentata dallo staff presidenziale USA ai giornalisti e alle autorità del luogo, deve avere avuto un impatto tale da avere costretto l'alta dirigenza nipponica a trarne le più drammatiche conclusioni, a lungo temute e di cui mai fino ad oggi v'era stata certezza: non siamo soli nell'universo.

E' evidente, infatti, che gli alieni esistono, e che non condividono lo stesso nostro rispetto dei diritti di cittadinanza, del senso della democrazia e del limite della decenza.

La terra si prepara alla battaglia più grande di tutte: quella tra la civiltà umana, culla della filosofia e della scienza, figlia dei greci, dei romani, degli antichi Maya, così come di Buddah e di Gesù Cristo, ed una razza aliena dedita alla razzia del bene comune, egoista, autoreferenziale, presuntuosa ma forte di milioni di schiavi.

Nel frattempo, l'incontro tra umani ed alieni ha generato i primi mostruosi aborti. Su una spiaggia newyorkese è stato trovato quello che i nativi del luogo, non conoscendolo, hanno ribattezzato Mountak Monster. Appena ce l'hanno mostrato, noi italiani l'abbiamo riconosciuto subito: è il Lodo Alfano, un aborto della costituzione.

Per chi ha lo stomaco forte, eccone un immagine:

Mountak Monster, ovvero il LODO ALFANO



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